perchè Pippirimerlo è un nome che piace…

23 Apr

appuntamento alle 15.50

malgrado i nostri tentativi di perdere tempo, incluso un mio tentativo di morire soffocata dai pollini di platano (dannata allergia!), ci presentiamo con 50 minuti d’anticipo.

La dottoressa è – ovviamente – in ritardo sulla tabella di marcia, in più ci sono anche due imbucate.

Maritemu comincia, con la delicatezza che lo contraddistingue, a sottopormi all’antico e nobile trattamento detto della “goccia cinese”:

“siamo in anticipo, non capisco perchè siamo in anticipo, ecco, siamo in anticipo, tu vuoi essere sempre in anticipo, ma guarda te, siamo proprio tanto in anticipo. Ecco, lei è in ritardo, uffa, è in ritardo, è sempre così, noi siamo in anticipo e lei è in ritardo, non mi ci freghi più, è in ritardo, ma guarda di quanto è in ritardo, e noi siamo pure in anticipo; ma guarda, ci sono due imbucate, quella già è in ritardo, sei la solita tonta, non ti fai rispettare, e adesso quando esce ci parlo io, ma quelle a che ora ce l’hanno l’appuntamento, e perchè gli deve solo guardare le analisi e le fa entrare, che poi lei è in ritardo, e noi siamo in anticipo”

capite bene che, dopo un po’ di questo trattamento, io sia dovuta correre al bagno.
Che non è il massimo, quando il bagno è quello dell’ospedale, che non si chiude, e fuori c’è l’inserviente delle pulizie che aspetta che tu faccia le tue cose per non rovinarle il lavoro.

bontà sua, il tempo passa, tra un cruciverba e una goccia cinese.

Entriamo.

“allora, come va?”
“abbastanza bene, certo, sono curiosa di sapere come procede, vorrei poter fare un’ecografia al mese… però tutto bene; solo, mi manca il fiato, quando cammino, anche per prendere l’autobus, senza correre, mi trovo il fiato corto… io ho sempre camminato molto…”
“ma non è che è ansia?”
“di prendere l’autobus? No, direi di no, è proprio mancanza di fiato, tenga conto che mi è pure peggiorata molto l’asma…”
“potrebbe essere una conseguenza della leggera anemia da gravidanza, niente di preoccupante”

“ah, e poi a volte, specie la sera quando mi metto a letto, sento il cuore battere, nel senso che lo sento forte.. non rapidamente, eh, non è tachicardia, è che lo sento proprio… forte”
lei, amore della casa, mi ride in faccia
“si chiamano palpitazioni”
“ah, ecco, c’era una parola sola”
“sì, sa, in medicina a volte ci sono termini specifici…”

[e facciamo che il medico eri tu?]

“va bene, allora le segno anche la visita cardiologica, tanto prima o poi l’avrebbe dovuta fare, la faccia prima così siamo tranquilli. Ma vedrà che è di nuovo una reazione vagale alla gravidanza” (dannato nervo vago, che a varie riprese vieni a rompermi le balle)

“ok. Poi volevo chiederle: io ho prenotato lo Sca-test, che mi hanno detto essere la versione aggiornata del bitest + tn, consiste in un’ecografia genetica [così la chiama il sito] in cui vedono la translucenza nucale, l’osso del naso, ed altri parametri, più l’analisi del sangue…”
“dove l’ha prenotato?”
“al PostoFigoperleEcografie”
fa una faccia dubbiosa. Io so che il PostoFigoperleEcografie è il centro più avanzato per la diagnostica a Roma, l’unico dubbio che ho è che forzino risultati preoccupanti per il bitest per portarti a fare l’amnio da loro.
“comunque, l’ho prenotata solo perchè c’era lista d’attesa, ma volevo parlarne con lei perchè non sono convinta; mi preoccupano i falsi positivi”

e lei fa una tirata contro questo test, che è solo probabilistico, non prevede nulla, che visto e considerato che io voglio farlo solo in un’ottica di accoglienza (ad esempio scegliere strutture adeguate o tempistiche diverse per il parto), posso aspettare anche le ecografie più avanti, in cui eventuali malformazioni si vedranno con più chiarezza.
Quindi cancello la prenotazione. Mi avrebbe solo messo ansia.

“quindi ora può scegliere, se fare direttamente un’eco a 16 settimane, oppure una ora a 12 e un’altra a 16”
“ovviamente una a 12 e una a 16”

“col peso come va?”
lì tiro fuori il mio schemetto da giovane psicotica e dico che sono scesa. Lei è contenta, dice di continuare così, la sua bilancia segna anche meno della mia
(scena simpatica: a lei non andava di alzarsi, io sulla bilancia e Maritemu piegato in 4 per leggere il peso)

mi misura la pressione, è un po’ alta rispetto al mio solito, 165/95, me la misura anche più volte. Mi chiede come sia di solito la mia, io dico che di solito è 120/60 ma anche 110/60, mi chiede se ho qualcuno iperteso in famiglia, cito mio papà, allora mi dice che dovrò controllarla una volta a settimana (aggiungerò un foglio al mio mitico file excel)

guarda le analisi e segna tutti i valori, va tutto bene a parte un po’ di anemia. Guarda anche l’eco di Gambero, anche lui/lei è a posto.

a quel punto, un deja vu, una scena che si ripete identica ogni volta che vado.

Comincia a guardare la mia scheda.
“eh, nella sua operazione è stata aperta la cavità uterina, dovrà fare un cesareo”
“sì, lo so” [lo so dal novembre 2003, me l’hai detto appena uscita dall’anestesia]
“vediamo, ultima mestruazione 6 febbraio… è a termine il 13 novembre… potrebbe partorire il nove!”
“ah, io pensavo prima…”
“no, il nostro pediatra punta ad andare più avanti possibile, per lo sviluppo di cuore e polmoni…”

(non ho cuore di dirle che non partorirò lì e non partorirò con lei. Glielo dirò poi. Glielo avevo già detto, ma non ricorda)

io – rivolta a Maritemu “devi riprogrammare il Master” (sta sistemando il calendario e, guardacaso, aveva messo l’inizio di un master il 9 novembre)

poi vado sul lettino, e anche lì, deja vu

“e chi l’ha operata?”
“lei”
“ah io?!”
“già”
“ma non vedo il taglio, dov’è?” (da che si desume che lei di solito opera con una mietitrebbia)
“qui”
“eh, ma non si vede quasi…”
“meno male”
“ma per il cesareo dovremo farlo più grande”
“eh, penso di sì”

la visita è tutto a posto…

Maritemu le chiede quando si potrà vedere il sesso, lei dice che se è maschio già alla 16° si vede.
“quindi alla 16* potrete pensare al nome…”
“veramente li sappiamo già…”
“sentiamo?”
“fanno schifo a tutti, eh, siamo preparati: se è femmina MustelaPandala, se è maschio Pippirimerlo”

attimo di gelo

“MustelaPandala tanto tanto,  ma Pippirimerlo?!”
“a noi piace…”
“…vabbè, speriamo che sia femmina”

a un certo punto tira fuori un doppler fetale. Dicasi doppler fetale, a vederlo, una calcolatrice anni 80 con attaccato un microfono Fisher Price.

“guardi, le dico: è troppo presto, e inoltre c’è un notevole strato di grasso sulla pancia” (aaaa notevole. Ho perso punti percentuali) “comunque, proviamo a sentire il battito. Ma se non si sente, non si spaventi”

passa la sonda sulla pancia, premendo tanto (mi fa male ancora oggi) ma non si sente nulla.
Vabbè.
Mi sforzo di non pensare ai tanti post su internet con storie di aborti asintomatici, e sorrido. Lo vedrò alla dodicesima settimana. Manca una settimana sola.

Ci congeda dicendo che lei andrà in vacanza, che la posso contattare mandandole messaggi, e che per qualsiasi cosa devo andare al pronto soccorso del policlinico,.

E, naturalmente, dicendo “speriamo sia femmina, chè Pippirimerlo non si può sentire”

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