in effetti è *completamente* diverso…

10 Mar

La stracciatella

per sei persone [bene Ada, cominciamo a ragionare] rompete in una terrinetta tre uova intere, e aggiungete un pizzico di sale, tre cucchiaiate di semolino fino e tre cucchiaiate di parmigiano grattato. Versate, a poco a poco, nella terrinetta un ramaiolo di brodo freddo [ormai s’è capito, all’epoca di Ada le signore tenevano in casa litri e litri di brodo, just in case. Dove lo tenessero non si sa, visto che il frigo non c’era, e altrove parla di ghiaccio per conservare i cibi…] e con una forchetta o una piccola frusta di ferro stagnato sciogliete bene ogni cosa. Intanto [ma come intanto? Oh Ada, io due mani c’ho] avrete passato e messo sul fuoco la quantità di brodo necessario per sei scodelle [sei scodelle di brodo, direi]. Quando il brodo bollirà, versatevi dentro d’un colpo il componso preparato, agitandolo o sbattendo forte con la forchetta o con la frusta. Lasciate bollire due o tre minuti dolcemente, sempre agitando o sbattendo, e otterrete una "stracciatella" a piccoli fiocchi leggerissimi.

ma, se volete, sempre più difficile…

Minestra di uova filate

Minestra leggera [eeeh], nutriente, molto adatta per stomachi delicati [e fegati d’acciaio, direi io] . Di più, se eseguita con cura [e non come farete di sicuro voi, povere mentecatte] è elegantissima. Provatevi a farla; non è costosa, e con un uovo potrete ottenere una quantità di minestra sufficiente a quattro persone. Mettete un uovo intero in una tazza da caffè e latte, conditelo con un pizzico di sale e un nonnulla [un nonnulla!!] di noce moscata, e aggiungeteci una cucchiaiata ben colma – una trentina di grammi [ce la vedo la sciura col bilancino di precisione] – di farina, passata da un setaccio piuttosto fine. Con una forchetta o con un cucchiaino sbattete energicamente, come si trattasse di sbattere un uovo con lo zucchero, procurando che farina e uovo si amalgamino perfettamente, e continuate così per tre o quattro minuti [aiiutoooo!] fino ad avere un composto vellutato ed elastico. Questa specie di pastella non deve essere nè eccessivamente dura, nè troppo liquida. Deve avere la consistenza di una crema densa, e staccarsi piuttosto lentamente, in un nastro continuo, dal cucchiaino o dai denti della forchetta. Passate il brodo necessario [passate? Ma che davero davero tutto sto sbattimento per una stracciatella?!], mettendolo preferibilmente in un recipiente più largo che alto. Un tegame o una teglia a bordi altri rispondono assai bene allo scopo. Appena il brodo avrà alzato il bollore, triate il recipiente sull’angolo del fornello [questo coi fornelli a gas è alquanto complesso] in modo che l’ebollizione continui lentissima e procedete alla confezione della minestra.
[occhio che qui si va alla follia]
Con un foglio di carta da lettere, o meglio con un fogllio protocollo [perchè è una questione ufficiale! Vengo con questa mia addirvi due parole!] fate un cartoccino ben chiuso nella punta, e in esso travasate l’uovo preparato [e già mi vedo l’uovo che cola fino al gomito]. Chiudete bene il cartoccio, e poi con le forbici spuntatene leggermente l’estremità, in modo da ottenere un forellino della larghezza di una testa di [qui ho temuto] spilla. Fatto ciò, incominciate a premere la parte superiore del cartoccio, così che dalla parte spuntata esca l’uovo in un filo regolare [piantala Pucci!], e fate cadere questo filo continuo nel brodo. Spostate il cartoccio qua e là [Pucci! Ebbasta!] in modo che il filo non cada mai sull’uovo già filato, e continuate così fino ad avere spremuto tutto il contenuto di cartoccio. Appena l’uovo tocca il brodo, si solidifica e forma una specie di capellino leggero e lunghissimo, da cui il nome di "uovo filato" dato alla minestra.
Quando avrete spremuto tutto il contenuto del cartoccino fate dare ancora un bollo [uno, mi raccomando] alla minestra e poi fatela servire [sempre dagli elfi] accompagnandola con del parmigiano grattato.
Molti usano mettere una cucchiaiata di parmigiano nel composto. Noi siamo contrari a ciò [figuriamoci] perchè spesso il parmigiano – specie se fresco – si sbriciola: e una briciola, ostruendo la piccolissima apertura del cartoccio, può compromettere la riuscita dell’operazione. E’ per questo che si consiglia di passare la farina da un setaccio fine.
Questa minestra non presenta difficoltà [no, dico, Ada: me stai a prendere in giro? tutto sto sbattimento per una STRACCIATELLA – oh, e mo’ l’ho detto]. Solo bisogna che il composto di uova e farina sia elastico e sostenuto, altrimenti, appena in contatto col brodo, il filo d’uovo invece di solidificarsi si liquefarebbe: e voi otterreste invece d’una minestra d’uova filate…



una pura e semplice stracciatella.

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