la parola multitasking

25 Feb

Chissà che idea si stanno facendo di noi i vicini.

Vabbè, se hanno superato

– il nostro ingresso in casa in cui tutto il montaggio / smontaggio / riparazioni è stato fatto con la colonna sonora di Raffaella Carrà (o quasi)
– i momenti mario merola che ogni tanto posson capitare
– io che vomito nella chiostrina interna (non volete sapere)…

questa sarà una passeggiata.

In ogni caso, in questi giorni chi passasse di fronte la mia porta di casa potrebbe sentire Mustela girare per casa urlando a gran voce, con tono cantilenante da pescivendola:

‘A CACCAAAAAAAA…
‘A CACCCCCAAAAAAAA…
no, miei cari, non ci siete.

Mia figlia non sta annunciando al mondo di aver defecato, nè cerca di vendere a caro prezzo i pannolini usati come arma chimica (per quanto se li vendesse come risorsa naturale di gas, di questi tempi, avrebbe svoltato).

Mia figlia
STA CHIAMANDO I GATTI.

eh già.

in questo periodo, complice anche un’onda anomala di benessere che l’ha tenuta all’asilo quasi due settimane intere (quasi. Non esageriamo. Questa settimana è stata a scuola ben due giorni pieni e mezza giornata di ieri) con l’avanzamento di classe, sta facendo molti progressi sul piano verbale.

Uno di questi, è l’introduzione della parola multitasking.

Dicasi parola multitasking, quella parola, unica e sola, che, a seconda della pronuncia e dell’intonazione, può significare millemila cose diverse, come in una lingua orientale.

Dei tanti fonemi a disposizione dell’umanità, quali poteva scegliere mia figlia per esprimere tutti i suoi concetti?

Cacca.

Che poi, fatta salva una volta (peraltro dubbia, attribuita dalla nonna) non intende mai "cacca" nel senso di "escremento". No.

Abbiamo:

‘A CaccaaaaaOhi, Gatti? Dove siete? (o anche "Megliogaaaatttooooo…")

Gaggàaaaa (con tono amoroso e d’attesa) = Megliogatto, giocheresti con me? (e Megliogatto, tipo Roger Rabbit quando gli cantano "ammazza la vecchia", non resiste al richiamo e s’avvicina, per poi scappare appena lei allunga le mani)

MeToo invece è stato per lungo tempo identificato con "aaaahm", e oggi è "AU", ovvero "miao". Non lo direste mai, vero, che le uniche volte in cui lo vede il gattociccione sta lì a supplicare cibo a chiunque, eh?

Ca…cccca Scarpa (questa le piace molto); a volte è anche calza. Giorni fa ha fatto tutto un discorso a suon di "ca…ccca cacca" a mia madre, ad intendere: ohibò, nonna, com’è che io e mia mamma indossiamo calzini antisdrucciolo e tu dei mocassini?")

CÅcca Ciuccio (una volta, e solo una, accolse il mio ingresso in camera sua brandendo il ciuccio e dicendo: "CUCCO!" come a dire: lo so pronunciare, ma non mi va)

Cacca! (tono gioioso) = libro

CÅccÅ = Biscotto (la differenza tra CÅcca e CÅccÅ è dipanabile solo se l’untrice punta il ditino verso lo sportello della cucina che cela i biscotti)

Cack’ha, cack’ha = Latte, latte (subito! ora! adesso! Anzi cinque minuti fa!)

Cacca! (con tono imperioso e ditino puntato verso la cucina) "e adesso passerei a della frutta, per favore"

Ti dice bene, mia cara, che tua mamma è portata per le lingue.
Se no…

eri nella cacca.

ahr ahr.

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