cooori, foooresssssst…

10 Mar

stamattina, incredibile dictu, il treno era abbastanza puntuale, cioè aveva “solo” 5 minuti di ritardo.

Salgo, trovo posto (viaggio in una direzione poco frequentata a quell’ora) e spiego il mio Metro alla pagina del cruciverba (so’ una donna di cultura)

il cruciverba di Metro, secondo me, non è sempre creato dalla stessa persona e, sempre secondo me, alternano livelli di difficoltà diversi durante la settimana.

Di solito riesco a finirlo durante il tragitto (son due fermate), e se rimane un buco invento delle lettere a caso (quindi se trovate sul treno una copia di Metro nel cui cruciverba campeggia la scritta ARBYZZO, sapete di chi è la colpa. E’ una cosa mia, non riesco a lasciare i buchi).

Quello di oggi era di media difficoltà, mi sono solo inceppata su una parola che ora non ricordo, tipo che io pensavo fosse “onere” e invece era “briga” (tipo). Fatto sta che a un certo punto sento:

PLIN PLON… si avvisano i viaggiatori che siamo in arrivo nella stazione di Roma Pincopalla

Roma Pincopalla?
Roma Pincopalla?

Oddio!

Le rotelline cominciano a girare:

Avrò sbagliato direzione? Mi sto recando nella ridente città di Frittole? E chi glielo spiega alla capa?
No, un momento, io mi ricordo di aver visto la stazione di Roma Talaltra, quindi la direzione è giusta…

Io, al vicino, ripiegando il giornale con fare serenissimo e pacato (vero, fuor d’ironia): Mi scusi, abbiamo forse già passato la stazione di Roma Taluna?

Il vicino, comprendendo quanto accade ma senza ridermi in faccia (grazie) Sì, era la stazione precedente, ora stiamo arrivando a Roma Pincopalla

Io calma, dignità e classe. Bene. Allora scendo qui, grazie, con permesso.

Scendo a razzo nella stazione sconosciuta, cerco (invano) un cartello con arrivi e partenze, capisco al volo come raggiungere il binario nella direzione opposta, comincio a scapicollarmi per le scale a rischio del collo…

salgo le scale di corsa (aaaaasmaaaa) mentre vedo che scende gente, il che significa che il treno della salvezza è appena arrivato e ripartirà entro 10 secondi, 9, 8, 7…

arrivo al treno, pigio per aprire la porta, non si apre. Argh!

Dei gentili passanti si muovono a pietà e mi dicono “signora! Signora! da quella parte!”

c’è una porta aperta, da cui spuntano gomiti, ginocchia, borse ed ombrelli… il treno è colmo oltre ogni dire (e poi è l’unica porta che funziona…)

riesco a intrufolarmi scusandomi di esistere.

Tempo di respirare, e sono a Roma Taluna, pronta ad affrontare i 2km a piedi che mi separano da newacme.

Poi uno dice che non faccio moto…

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