mi sa che ci serve uno pratico…

8 Lug

Sabato siamo andati in un negozio di scarpe. A momenti andavi in deliquio, sopraffatta dall’emozione, quando ti ho lasciato sedere sui divanetti in pelle, reclinando la testa all’indietro per bearti della visione di tutte quelle scarpe. Rimetterti sul passeggino e, soprattutto, spiegarti che no, lì non vendevano scarpe per bimbi, è stato una tortura (caaaaaaaaaaaaaaaaaaccccaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! Scarpa, scarpa, so che sei qui da qualche parte, vieni a salvarmi!

Domenica scorsa siamo andati dai nonni. Ho provato a metterti a letto dopo pranzo e hai attaccato la sirena dei pompieri perchè ti avevo tolto le scarpe e, orrore degli orrori, non volevo lasciartele nel letto.

La sera è arrivata la nuova baby sitter e, a parte che eri isterica perchè avevi dormito poco, le hai piantato una grana infinita perchè, anche lei, non ti dava le scarpe da abbracciare mentre dormivi. Le ha dovute nascondere sotto il letto.

Ieri post vaccino è venuta la nonna a tenerti compagnia e ti ha portato un paio di scarpe rosse in stoffa. Tu sei stata felice oltre ogni dire (i due vestitini li hai ignorati, invece) e hai voluto indossarle subito. E NO, non te le sei volute togliere per il pisolino pomeridiano.

Ieri sera sono tornata tardi a casa, tu stavi andando a dormire urlando il tuo disappunto per la mia assenza a tuo padre che, prontamente, ti ha passato a me per l’addormentamento.

E tu? Avevi una scarpa rossa in mano, abbracciandola come fosse un pelouche.

Per torgliertela di mano, tra urla e strepiti, ho dovuto dirti che andava a dormire nell’armadio con le altre scarpe (e tu hai pesantemente redarguito MeglioGatto che voleva andarci anche lui, nell’armadio a dormire).

Poi uno dice? Dormi?
nnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnò.

e allora mamma ti canta una canzone. E un’altra canzone. E che canzone vuoi? "caccà"

"il ballo del qua qua?" (che è sempre un bel brano, per dormire…)
"ssssssss" (sì)

ottempero.

poi hai voluto anche farfallina (no, non luca carboni: Farfallina, bella e bianca, vola vola, mai si stanca…)

e ancora niente ninna.

"mamma ti racconta una favola, va bene?"
"ssssssss" (annuendo felice)

"c’era una volta un bellissimo negozio di scarpe…"

"CACCHE!" (fico, l’argomento mi piace)

"in questo negozio di scarpe c’erano tante scarpe, scarpe da grandi, e scarpe da bambini… e c’era un paio di scarpe rosse, da bambina, che volevano tanto che una bambina le prendesse per giocare e ballare insieme… ma le altre scarpe  dicevano ‘nessuno vi comprerà mai, perchè siete rosse, e con i pantaloni fuxia ci state male, e anche coi pantaloni blu non ci state benissimo"

(faccia compunta, di partecipazione al dramma)

"ma un giorno entrarono nel negozio una mamma, un papà e una bambina bellissima… che si chiamava MustelaPandala"

a quel punto, ti sei illuminata.
Ti sei indicata, sorridendo: parlavamo di te!

e poi "Mamma!" indicando me (allora la mamma della favola eri tu!)

"sì amore, Mamma ero io"

e poi "Papà!" indicando la porta (allora il papà era papà, che sta di là!)

"sì amore, Papà era Papà"

e dulcis in fundo, sempre sorridendo felicissima

"Cacche!" indicando l’armadio dove dormivano le tue scarpe rosse.

Capito? Son già persone di famiglia.

Dovremmo forse vedere una psicologa, per questo fetish delle scarpe?

*nasconde la laurea ancora meglio sotto il divano*

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