…a furia di guardare programmi di cucina…

17 Ott

…che ormai "Ale" è uno di famiglia come per altri lo sono, che so, i teletubbies, e che se mai si deciderà a parlare davvero mi farà un cazziatone che Ramsay e Cracco sono dei dolci orsacchiotti coccoloni, a confronto.

Beh insomma succede che un pomeriggio stiamo per uscire (giro in farmacia, yuppi!) ma sento un boato. Accendo la tv, vedo che ci sono i simpaticissimi Black Bloc con le loro simpaticissime bombe carta, e dico "OK; Mustela, dai, restiamo in casa… andiamo a stendere i panni in terrazza" (yeeeh, tutta vita, mamma, con te non ci si annoia mai…)
succede che, per sopravvivere alla noia di questo pomeriggio al confino, MustelaPandala abbia aperto la credenza della biancheria, abbia indossato un grembiule da cucina più grande di lei

e abbia sentenziato: IO TOTTA.

E si sia pure arrabbiata tipo iena quando tardavo a iniziare la preparazione. Ma, amore di mamma, io mica lo so che torta fare.
Torte di Ada, direi di no, non abbiamo sugna in casa.

Anzi, vediamo che cosa c'è in frigo.
Oh, toh, l'eco. D'altro canto stavamo per andare anche al supermercato…

Ah no, aspetta.
Burro ce n'è, latte… momento momento (metto via la tua dose – biberon) sì, eccolo… e BEN due uova.

Guardiamo insieme nel libro di pasticceria… ma sì! Dai, facciamo la torta e partecipiamo pure al giveaway di "Le M Cronache"!!

DaboCrostata di Crema, Pere e Mele

Ingredienti:

per la base:

  • 250 gr di farina 00
  • 120 gr di burro (lo so, lo so, con la sugna sarebbe meglio. Cuccia, Ada, cuccia) freddo di frigo
  • 3 cucchiai scarsi di zucchero
  • 60 gr d'acqua fredda
  • un pizzico di sale

per la crema:

  • due rossi d'uovo biologici (specifico per darmi un tono posh che assolutamente non potrei permettermi altrimenti)
  • due cucchiai di farina
  • due cucchiai di zucchero
  • buccia grattugiata di limone qb (credo che oggi si dica "zest")
  • un bicchiere e tre quarti di latte (assicurarsi che resti del latte da mettere nel biberon. Se vi preme la vita, intendo)

per la farcia:

  • una pera Abate
  • una pera Kaiser
  • una mela Golden
  • un cucchiaio di zuccero, scarso

Occorrente:

  • uno stampo per torta in silicone o tortiera apribile o dovunque facciate le crostate (tanto noi non l'abbiamo sfilata da là)
  • pellicola per alimenti
  • una pentola
  • una frusta (scudisc! Scudisc! – no, quella per mescolare le creme)

Procedimento:

Issare la criatura sul seggiolone, con tutto il grembiulino della Guinnes, e montare il vassoio.

Ignorare le alte grida di protesta "IO TOTTAAA!" della criatura medesima, spiegando con tono di voce mellifluo che solo lì potrà cucinare, visto che ai piani della cucina non ci arriva ancora.

Pulire bene il vassoio del seggiolone sotto lo sguardo rancoroso della criatura medesima, che non ci crede affatto, che farete la torta.
Infida di una mamma.

versare la farina sul piano.
Ammirare la criatura che assaggia la farina.

Chè non sai bene se le hai mostrato troppi video di cucina (…si assaggia sempre!) o troppi telefilm di squadre antidroga.

aggiungere il burro in pezzetti. Guardare inermi la criatura mangiare anche farina e burro. Gorumet, Gourmand. Ulalà.

Mescolate insieme farina, zucchero e burro, piuttosto velocemente in modo da non scaldare troppo il burro e da non far mangiare tutto l'impasto alla criatura.

All'inizio l'impasto sembrerà dividersi in tante briciole: non disperate e continuate, aggiungendo acqua, veloci e tranquille, fino ad ottenere una palla di pasta. Incoraggiate la criatura dicendo che fate le coccole alla pasta.

Avvolgete la palla di pasta nella pellicola e mettete nel frigo a riposare.

Sì, si riposa lei, anche se avete sfacchinato voi.
Sì, il mondo è ingiusto.

Possiamo andare avanti?!

Prendete una pentola e metteteci dentro i due tuorli. Separare chiara e tuorlo non è ancora nelle possibilità di  MustelaPandala, quindi ho fatto io, con suo grande disappunto.

aggiungere due cucchiaiate di zucchero ed assistere impotenti mentre la criatura assaggia tuorlo d'uovo crudo e zucchero, sperando che il Dio della Salmonella sia clemente.

munire la creatura di frusta e insegnarle a girare, soprassedendo per il momento sulla questione "gira sempre dallo stesso lato" o "dal basso verso l'alto", non siete mica Severus Snape, dopotutto.

Via via che l'impasto si amalgama, aggiungete la farina

Aggiungete il latte, poco alla volta perchè non venga un impasto troppo liquido.
Chiaramente qualche girata datela voi, per evitare vengano grumi.

A questo punto munite la criatura di limone ben lavato e grattugia e, tenendole la mano acciocchè non si grattugi le dita, mettete un po' di buccia di limone nella crema (…Zest o Zeste che dir si voglia. Ai tempi miei si chiamava buccia)

Mettete a cuocere la crema.
No, non è l'antifurto dei vicini, è MustelaPandala che, a intervalli regolari, dice "io. Io. Io. Io."

A intervalli regolari ripetere "no, tu no, scotta. No, tu no, scotta. No, tu no, scotta."

A intervalli regolari rispondere "sì, amore, scotta" ai vari "cotta?!" di controllo.

Con l'ausilio del mattarello piccolo e, soprattutto, delle dita, stendere la pasta nella tortiera, lasciando il bordo alto.

Ora. Normalmente, farei tutto un bordino carino incidendolo coi rebbi della forchetta.
Potrei dirvi che non volevo per qualche astruso motivo, la verità è che mi sono dimenticata. Non farò mai la food blogger, che si sappia.

Versare la crema sul fondo della torta.

Porre una ciotolina di fronte alla criatura e, senza ovviamente farle toccare il coltello, tagliare fettine sottili delle pere e della mela, e metterle a disposizione per assaggi veloci (lo dicono sempre, gli chef, di assaggiare…) e, soprattutto, per lasciare che la criatura  getti con malgrazia disponga a suo piacimento la frutta sulla crema

Date un'aggiustatina alla frutta in modo che sia disposta in maniera omogenea, spargere un po' di zucchero semolato, e infornare nel ripiano mediano del forno a 180° per 20 minuti circa.

Il risultato è questo:

Il mio forno chiaramente scalda in maniera non omogenea, s'è colorito più un lato che l'altro.
E no ho manco impiattato perchè avevo il terrore di rompere la crostata.

Quel che conta è che la crostata fosse buona (e lo era) e soprattutto che ci si diverta a cucinare con la propria figlia.

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