confronti impari

21 Nov

è un po' che non vi aggiorno sui progressi linguistici di Mustela Pandala.

Devo dire che ci sta dando soddisfazioni, eh, e si sta mostrando un'amabile chiacchierina (da chi avrà preso?! MAH!) anche se buona parte di quel che dice non si capisce (e che tenerezza, quando fa la faccia frustrata perchè non la capisco nè con le parole nè coi gesti…)

Tutto cominciò quest'estate, in cui la compresenza 24h/24 le rendeva oltremodo difficile fingere di non saper parlare…
con memorabili scambi tipo

MustelaPandala (guardando un volantino a forma di pesce): pecce!

Io e Maritemu (cinguettando): ma braaaaava! Come hai detto?!

MustelaPandala (ostentando non chalance): cacca

fino ad arrivare ad una parziale rivelazione, dettata da pressanti motivi di-vita-o-di-morte

avevamo comprato una palla, ma non gliel'avevo voluta dare finchè eravamo per strada, perchè non la buttasse tra le macchine.

Ha attaccato l'allarme anti aereo e poi ha scandito, a voce ben alta:

"LA MIA PALLA!"

Ad oggi, dice molte più parole ed azzarda qualche frase.

Lamiamamma = chè lo so, che me ne mandate sempre una a caso.

Papà-aaa = già ho capito che col tono suadente si ottiene tutto
Nonna / nonno / l’attro = nonno e nonna. I nonni vanno a coppie, e se ce n’è una, ci dev’essere anche l’altro. Tao nonna… e l’attro?

Atto = gatto, generico, nel loro essere animali

Tutù = o MeglioGatto o MeToo, nome affettuoso, quando li tratta come persone. Es. Tutuuu-uuu… veeeeniiii oppure Tutù, tù! [MeToo, scendi da lì]

Tutù = camion, segnatamente quelli della nettezza urbana ma, per estensione, quasi tutti i furgoni
Veni = (non seguito da “vidi, vici”) vieni
Qua = qua
= là
Etto/ Quetto (a volte seguito dal rafforzativo, “Quetto qua”) = questo/a (è maschile e femminile insieme)
Queeelo (pronunciato esattamente come Guzzanti) = quello/a (idem, maschile e femminile insieme)
Tao / Zao = ciao
Acqua = acqua
Acqui = scarpe (perché se “cacca” è diventato “acqua”, allora anche “cacca” di scarpa si dirà “acqua”… plurale, “acqui”)
Acqui = apri (perché mia figlia economizza, un suono per mille significati)
Pappa = ho fame / pasta / riso / primo piatto generico / attrezzatura da cucina / cuoco televisivo tipo Alessandro Borghese o Alberico Nunziata.
Canne = carne
Pecce = pesce
Bànana = banana (non se ne esce, l’accento è sempre sulla prima a)
Ino = mandarino
Ino / puuu = palloncino
Mea = mela
Chesssss = crackers
Lolo = cetriolo sottaceto. Yes, mangia i cetrioli sottaceto. Ne va pazza. Avvisate i servizi sociali.
Chìo = anche io (siete pronti? Siete caldi? Bene, ànchio)
Pattola = spazzola
Pàpaya = Bambola (che è il fantasioso nome dato alla sua bambola preferita)
Pappi = Barbie
Minni = Minnie, Topolino (anche detto “l’attra Minni), ma anche Pippo e talvolta Pluto
Caccà = papera, ma anche Paperino e Paperina
Tu = giù
Tu = su (tutto ciò rende molto divertente la mattina, quando mi chiede di abbassare o alzare la sponda del letto)
Nanna = dormire
Palla = parla

Insomma, a me sembrano un bel po’ di cose.
Dopodiché arriva la sua migliore amica, che io amo tantissimo.
La quale parla da quando aveva tipo 5 mesi.
E che l’altro giorno mi ha guardato ed ha detto, testualmente:
 

“Questa sciarpa è molto bellissima, pure io la volessi uguale”

 
Voi capite che è dura non far confronti!
 
 
 (disclaimer: no, non sono affatto preoccupata. Mia figlia capisce tutto e un giorno la supplicherò di tacere per cinque minuti)

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