sugnatale!!

9 Dic

8 dicembre… avete fatto l'albero? Avete appeso dei panetti di burro? Lo avete lucidato con la sugna?
No?
Debosciati scriteriati!

tsk.
 
Vabbè, Ada è buona e si unisce lo stesso al clima natalizio…
Quest’oggi rispondiamo ad una richiesta via twitter della nostra cara amica Ondaluna (oh, come mi piacerebbe una rubrica delle lettere su un giornale per nonne…)

Il Panettone secondo Ada Boni

Del panettone, il famoso dolce specialità milanese, esistono numerose ricette, e ci è anche occorso di leggerne alcune, amenissime, a base di cremore e bicarbonato [no, io dico, cremore e bicarbonato e manco un po’ di sugna… ma io non lo so, ormai le ricette le scrive chiunque… ].

Vi offriamo, secondo la nostra consuetudine, la ricetta milanese autentica [ecco, così imparate a sfogliare altri ricettari che non siano i miei. Cretine. Che vi spacciano la ricetta del casatiello chiamandola panettone e voi ci credete pure, cretine, che tanto mica l’avete mai vista Milano.] Non nascondendovi che la lavorazione è piuttosto lunga e difficile [quindi niente, non ce la potete fare, inette. Mettete da parte quei due euro e quarantacinque e comprate il panettone in offerta. Lo dico per voi.]  e che la condizione essenziale per la riuscita è

disporre di un forno a mattoni

[ancora là state?! Voi, sempre voi, senza forno Addo’  Giggino con l’omino con la pala, senza braci libere in giro per il salone, senza spiede e senza ferri da stiro a carbonella… ancora che volete cucinare?! Ancora?! Toh, un euro ve lo do io: COMPRATEVELO, ‘sto panettone]

Le dosi sono le seguenti: farina kg. 1, lievito di pane gr. 500 [ché a dirvi “pasta da pane lievitata” sono capaci tutti… io voglio vedervi correre affrante e sudate per gli scaffali finché qualcuno non vi illumina], burro gr. 250  [in questa ricetta c’è un’allarmante assenza di sugna], zucchero gr 250, sale gr. 9 [FORZA con quel bilancino di precisione, mentecatte parvenu] gialli d’uovo n. 6 [no, rossi no. Col pantone andate a comprare le uova. Gialli devono essere, ‘sti tuorli]  uova intiere n. 3, qualche cucchiaiata di uva sultana [la sultanina è per i deboli] e cedro candito in dadi [non dadini, dadi. Di 3 centimetri di lato]

Il panettone di Milano è tra le poche preparazioni nelle quali si impiega il lievito di pane. Il lievito dev’essere tenuto piuttosto forte [si divincola, il bastardo. Tenetelo forte, sciacquette] perché la pasta, a causa delle uova, dello zucchero e del burro viene ad essere molto ingrassata [lei, è ingrassata. Mica noi dopo esserci mangiati un panettone al giorno dal primo al 24 dicembre, eh].

La preparazione del lievito ha un’importanza principale [e vedete se riuscite a sbagliarla, dai, cretine] Si prendono 100 grammi di pasta di pane, si aggiungono un paio di cucchiaiate di farina e di acqua tiepida tanto da ottenere una pasta un po’ dura, se ne fa una pallottola [bang!] sulla quale si tracciano due tagli in croce. Si mette una salviettina infarinata sul fondo di un recipiente, ci si pone sopra la palla di lievito, si copre e si lascia lievitare in un luogo tiepido per circa tre ore [vai, su, vi do un’altra possibilità: in queste tre ore voi scendete, comprate il panettone, buttate la scatola e dite che lo avete fatto voi. Dai. Tanto non ce la potete fa’, ve conosco, ancora state lì a chiedervi che diamine voglia dire “tiepido” parlando di una stanza.]  

Trascorso questo tempo si pesa il lievito e si rimpasta con una quantità di farina pari al suo peso, aggiungendo naturalmente [naturalmente! Che, pure questo vi devo dire?] acqua tiepida in proporzione.
Si lavora bene la pasta, se ne fa nuovamente una palla, si taglia in croce e si rimette a lievitare per altre tre ore [daaaai! Fuga per la vittoria! Dai che ci sono pure  i torroni in offerta!]  trascorse le quali si ripesa il lievito e si impasta con un uguale peso di farina, regolandosi come si è detto prima [e non mi fate perdere tempo a spiegare, che poi tanto non ce la fate lo stesso]

Quando il lievito sarà cresciuto per la terza volta è pronto per essere adoperato per il panettone.
Si fa la fontana con la farina già pesata  [e non come al solito che cercate di pesarla dopo averla messa sul piano di lavoro] (1 chilogrammo)  [ve l’avevo già detto prima, ma siccome siete delle cretine e io sono buona…]  e nel mezzo si mette il sale e 500 grammi del lievito preparato (se vi avanzerà del lievito lo terrete in serbo per altri usi) [e non mi seccate con queste inezie tipo “ho il lievito che mi insegue per casa, ora che ne faccio”].

Sul lievito si versa il burro sciolto vicino al fuoco e s’incomincia ad impastare, aggiungendo i rossi d’uovo [ah! Ah! Ah! C’avevate creduto, alla storia del pantone?! AHAH! Cretinette…] e le uova intere, poi lo zucchero sciolto in poca acqua tiepida. Se vedete che c’è bisogno di acqua aggiungetene poca alla volta.
Lavorate energicamente la pasta a lungo [adesso l’idea di comprare il panettone all’ingrosso non vi sembra più così orrenda, eh? Troppo tardi! Muuuuaauahahahauah!]  in modo che risulti piuttosto dura, lucida e asciutta. Per ultimo si aggiunge l’uvetta e il cedro candido tagliato in piccoli dadi [tre cm di lato non sono poi molti…]

Si lascia riposare la pasta per un’ora [lei riposa, voi siete fresche come le rose] e poi si taglia in tanti pezzi per quanti panettoni si vogliono fare.  Ogni pezzo si rotola con entrambe le mani e se ne fa una palla, che si dispone su carta unta [e vedete che la sugna ce l’abbiamo fatta entrare, se pur di straforo]  e infarinata.
Molti usano circondare il panettone con una striscia alta di carta unta affinché possa crescere molto in altezza [io invece non mi abbasso a questi mezzucci. Se vuole crescere, facesse lo sforzo, il panettone]

Si mettono a lievitare i panettoni in luogo tiepido [aridaje] per circa sei ore [… avevate fretta?]  e quando saranno aumentati di volume e soffici al tatto, si fa su ognuno un leggerissimo taglio in croce [vi conosco a voi, inette mentecatte, che ci andate sempre giù dure con la mannaia: ho detto leggerissimo]  e si passano in forno ben caldo.

Man mano che prendono colore si portano alla bocca del forno […ricordate? Addo’ Giggino? Forno a mattoni? Bocca del forno larga come il tunnel di neutrini?! Quello.] e sollecitamente si sollevano con le dita i quattro angoli dove fu fatto il taglio [vi ustionate le dita?! Eh, quante storie…] mettendo nel mezzo un pezzo di burro [perché era leggero]

Si rimettono i panettoni in forno, si chiude [perché voi, povere inette, terreste la porta aperta godendovi il calduccio, lo so]  applicando sulla bocca del forno stesso uno strofinaccio bagnato, allo scopo di sviluppare nel forno un po’ di vapore, che darà lucentezza al panettone [non usate lo strofinaccio dei pavimenti. Sciocchine. ]
 
Bene, non so voi, ma io domani andrò a leggere i volantini delle offerte sui panettoni
 

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2 Risposte to “sugnatale!!”

  1. mammapapera 26 novembre 2013 a 01:16 #

    ahahahahhahaha sto ancora ridendo questo lo avevo gia letto bellissimoooo

    • dabogirl 26 novembre 2013 a 09:05 #

      ti ringrazio, da una che il panettone lo sa fare davvero è davvero un complimento notevole!
      (ma dimmi la verità: ce l’hai il forno a mattoni?)

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