visto che è periodo di influenza…

25 Gen

Aduccia vostra si prende cura di voi.

Che magari avete pure lo stomaco un po’ in subbuglio.

 

 

Zuppa Santè

Visto? Già dal titolo… è una cosa salutare…

Questa zuppa veramente sana [come osi mettere in dubbio le mie parole, miscredente?] appartiene a quel tipo che la cucina francese chiama “paysanne” [ulalà].

Il principio su cui si basano questa e le altre preparazioni consimili [consimili. Senti come parlo imparato] è quello di far subire agli ortaggi  che compongono la zuppa

una lentissima cottura col burro:

[ahahahahah! Ci avevate creduto, alla cosa della salute? eh? Cretinette! A che vi serve il fegato, dopotutto?!]

e per favorire la evaporazione dell’acqua di vegetazione [ché a sobbollire sono capaci tutti…], e per ottenere il massimo profumo dalle erbe, che si impregnano di burro [mah, ti dirò, Ada, io ci metterei della sugna…].

Per la quantità degli ortaggi da adoperarsi regolatevi a secondo [a secondo. E anche un po’ a terzo] del numero delle persone. In questo caso un po’ di più o un po’ di meno non ha nessuna importanza [uff, sempre a seccarmi con queste inezie tipo “in una zuppa di verdure, quali e quante verdure utilizzare”].

Per quattro persone, ad esempio, nettate e tagliate in filettini – come tanti fiammiferi di legno – due belle carote gialle, alle quali avrete tolto [sicuramente no, siete delle pressappochiste disperate, ma facciamo finta] la parte centrale che  è legnosa.

Tagliate nello stesso modo due o tre patate. Sbollentate a parte la metà di un cavolo piuttosto piccolo, rinfrescate le foglie e tagliatele in fettucce sottili. Affettate anche sottilmente [ma sì, ordiniamo le parole a caso…] mezza cipolla, un porro, una costola di sedano, un pochino di lattuga o d’indivia e mettete tutto ciò in una casseruola con una cucchiaiata di burro e un pizzico di sale. [non sarà poco burro?]. Potrete aggiungere anche due o tre cucchiaiate di pisellini sgranati.

Mettete la casseruola su fuoco debole, copritela e lasciate che i legumi stufino lentamente per circa mezz’ora.

Rammentate che non debbono assolutamente colorirsi, ma solo appassire nel burro [vi conosco, a voi, che fate le verdure abbrustolite e le chiamate zuppa]

Dopo mezz’ora bagnate i legumi col brodo [che OVVIAMENTE avevate pronto in casa… no? Ma insomma, impreparate inette!] e fate bollire dolcemente sull’angolo del fornello [i miei, di fornelli, sono tondi Ada. Che faccio?] per un’altra mezz’ora abbondante.

Questa zuppa [che, vi ricordo, è estremamente salutare ed adatta ai convalescenti] si guarnisce con dadini di pane fritti nel burro, nell’olio o nello strutto [vedete voi cosa scegliere] o più semplicemente [perché non vi va di fare niente, vi conosco] con delle fettine di pane abbrustolito.

Parmigiano grattato a parte.

 

Dai, debosciate trascurate… non accampate scuse, via, a cucinare, ché questa rimette in piedi i morti.

Perché vogliono scappare.

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