sacrificarsi per la scienza

17 Mar

L’ho fatto.

Tempo fa mi sono detta “no, ma questa ricetta è impossibile, Ada se la sarà inventata. Non può essere. Ci provo.

E ci ho provato.

Son passati svariati mesi e, pur essendo sopravvissuta, non ho superato il trauma…

debbo condividere con voi!

Bistecchine di vitello allo zabaione

E già qui uno sano di mente direbbe “vabbè, Ada aveva il fegato sfasato dalla sugna, vaneggiava, andiamo oltre”.

Uno sano di mente, appunto. Io no. Io ho letto, e detto “non ci voglio credere… LA FACCIO”

Procuratevi delle bistecchine di vitello tenere e bianche, e di eguale grandezza [adelante, forza con quel righello. Uguali, devono essere.];

e preparate anche tanti crostini di pane fritti nel burro [vorrai mica metterci del pane semplice? Piccola Pusillanime!]della stessa grandezza della carne e alte circa un centimetro [e riprendete il righello, su, da brave].

Io, per non sapere nè leggere nè scrivere, ho usato il pan carrè. Agevolo prova fotografica, ché non si dica che mento.

Poco prima di andare in tavola mettete un pezzo di burro [eh beh. Certo. Pane fritto e carne non unta?! Sia mai] in una teglia e quando il burro sarà liquefatto infarinate le bistecchine e mettetele a cuocere.

Conditele con sale e pepe e man mano che arrivano di cottura appoggiatele sui crostini che avrete già disposto in bell’ordine [e non a casaccio come vostro solito, disordinate pasticcione che non siete altro] nel piatto di servizio.

Con un paio di cucchiaiate di acqua e mezzo bicchiere di marsala staccate bene il fondo della cottura in modo che la teglia rimanga ben netta [pulite bene, zozzone!] e travasate il liquido in un polsonetto [che non sarebbe a dire un polso pulito, sciocchina. Va’ a prendere una pentola un po’ fonda, figurati se hai un polsonetto, te.].

Ora; io il marsala in casa non l’avevo. Ho usato il VOV. Sparatemi.

Lasciate freddare un pochino, aggiungete tre rossi d’uovo [in effetti, l’epatologo non vi vede da un po’, gli mancate], sciogliete le uova con una piccola frusta di ferro, e poi portate il polsonetto su un fuoco debolissimo, sbattendo sempre e montando il composto come un comune zabaione [no. Davvero non sapete come si fa lo zabaione? Ma siete drammaticamente inutili!]

Quando questo composto sarà ben legato e soffice, versatelo sul vitello [che diventerà il vitello dai piedi zabaionati] e mandate subito in tavola.

Mi chiederete come fosse il sapore.

Pensate a del vitello tra pane fritto e zabaione.

Ecco.

Così.

 

poi dite che non vi amo.

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4 Risposte to “sacrificarsi per la scienza”

  1. gi 23 marzo 2012 a 14:58 #

    senti e dopo la cena avete visto passare degli omini verdi e le antenne per casa?

    gi

  2. Silvia 28 marzo 2012 a 12:51 #

    oddio io ti adoro! L’ho già detto ma più leggo e più lo penso!
    ( il marsala in casa non l’avevo. Ho usato il VOV. Sparatemi…. )
    Oddio sto ridendo da sola in ufficio come una certina…

    • dabogirl 28 marzo 2012 a 12:54 #

      …è che io son praticamente astemia… non si direbbe, leggendo quel che scrivo, però è così!

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