Lettera aperta a una debosciata

26 Mar

Ricordate (eh, anche voi, fate uno sforzo) l’Agenda per la Casa di Ada?

Ecco la riprova che fosse tutta una manovra per venire incontro alle inette più inette, insomma del fatto che Aduccia fosse buona ed altruista.

Una lettera aperta che fa da introduzione all’agenda del 1961.

Gentile lettrice,

Tra i piaceri della vita vi è un primo piano quello di una buona tavola.

[perché, pensavate di averne altri?!]


L’offrire tutti i giorni una colazione e un pranzo ben riusciti [per la cena, che ordinino una pizza] è certamente cosa difficile, perché la cucina è un’arte [e voi siete delle inette]

Un’arte vera e propria, basata su misure e proporzioni, sull’equilibrio e la fusione dei diversi ingredienti, sulla scelta e la varietà dei piatti. [v’è presa l’ansia, eh? Vi capisco.]

Per ragioni economiche che la vita moderna impone [e, diciamolo, per la vostra inettitudine], i pasti vanno via via semplificandosi, ma il diminuire in numero delle portate non deve significare diminuire il numero di vitamine e di calorie di cui il nostro organismo abbisogna [via! Razioni K per tutti!]

Perciò la buona massaia che si preoccupa della salute del marito, dello sviluppo dei figli [lei stessa, invece, può pure morire] cura che i pasti da lei preparati siano digeribili, sani, sostanziosi [voi, invece, preparate i mattoni imbuttunati rifritti]

Ma sovente è facile sbagliare.

La buona volontà non basta.

[sì, parlo di voi: non ce la potete fare]

Ed allora non dimentichiamo che tutti gli aspetti della vita umana sono studiati dagli specialisti; [leggasi: magari troviamo un medico che vi curi] progressi scientifici sono al servizio della popolazione, nuovi ritrovati escono giornalmente dai laboratori per aiutare chi non sa  o non può dedicarsi a tali problemi. [leggasi: su, non vergognatevi e riempite il freezer di quattro salti]
La Società Cigno, conosciuta ed apprezzata nel mondo intero [e tanto che, andate a controllare se la conoscono in Cina?] Vi offre questo libro.
Leggetelo.
[Ho detto leggetelo!]
[L’avete letto?! Ripetete!]
[e adesso fatemi un riassunto mettendolo in prosa]
In esso i suoi tecnici vi presentano le ultime novità dell’anno che garantiscono il successo del pasto, l’esatta proporzione degli ingredienti; dunque, la salute. [come dite?! Melodrammatica?! Io?!]
Provate queste ricette, seguite i consigli [sì dai, ce la potete fare… non è vero che siete senza speranza, no, dai, su…]: avrete buon umore in famiglia e farete economia.
Auguri, Signora!
Che il 1961 sia per Voi un anno felice!
E ricordate che Cigno significa Salute!
[caro Signor Cigno, io ci ho provato ma, se lo lasci dire, quelle sono senza speranza: lei deve assolutamente produrre i quattro salti, quelle non ce la possono fa’]
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2 Risposte to “Lettera aperta a una debosciata”

  1. gi 26 marzo 2012 a 10:09 #

    niente piu’ ode alla sugna? aduccianostra s’è lasciata comprare dal consumismo? nuoooooooooo
    vado a lanciarmi dal balcone.

    gi

    • tina 26 marzo 2012 a 16:40 #

      gì, resisti. lo spirito indomito della cara ada tornerà, appena dabo troverà una ricettina (frittura di ciccioli lardellati con salsa al mascarpone) abbastanza sugnosa da pubblicare.

      mi raccomando dabo: siamo in mano tua.

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