Sapevatelo: per inette smacchiatrici/2

3 Apr

bene, prosegue la disamina di Ada sulle macchie e la loro eliminazione (e lo so che ne avete bisogno, visto che l’altra volta vi ha fatto macchiare di uovo i vestiti…)

Altri detersivi sono l’ammoniaca, l’essenza di trementina, l’etere, l’acqua ossigenata, l’alcole  [sì, lo, poracce, voi solo l’alcol c’avete…] l’acido cloridrico molto diluito [se non vi piacciono i buchi enormi sul centro delle camicie, ovvio] il borace sciolto nell’acqua, il succo di limone, la trementina [prendi fiato, Ada, che sembri un bambino delle elementari quando enuncia i fiumi italiani]

la radice di saponaria [come sarebbe, che non ce l’avete?!] o il legno di Panama [quello di Suez no. Ahahah. Ah. Che ridere] per le lanerie [che sarebbe a dire la roba di lana, non un negozio] e le stoffe di colore […com’era politically correct] in genere di cui conservano mirabilmente le tinte, nella proporzione di 100 gr. [di che? di tinte?! Di Lana?!] per ogni litro d’acqua.

Ancora: una saponata nella quale siano stati prima ben diluiti 2-3 cucchiai di farina, poi portata ad ebollizione e quindi lasciata intiepidire [Pronto, Mariuccia? No, senti questa… gli ho detto di lavare le cose con la colla di farina… e loro… buuuuahahah… credono pure a quello!] serve ottimamente per la lavatura [o lavazione] di flanelle bianche e tessuti delicati di lana in genere.

A questo scopo si può adoperare con fiducia [fidatevi di Aduccia… mica vi fa lavare le cose con l’uovo…] anche l’acqua di crusca [che è tipo l’acqua di rose, ma più rustica]come pure quella dove si sono cotte le patate o la pasta.

Molti di questi prodotti sono nocivi e pericolosi, e pertanto vanno conservati in bottigliette etichettate e tenute lontane dalle mani dei bambini [eccole là, le mie cretinette, che corrono a etichettare e mettere in alto l’acqua della pasta]

 

Le macchie di unto [e se cucini come Ada, ne hai, oh, se ne hai…] fresche scompariranno facilmente cospargendole con un pizzico di borotalco. Se le macchie son di data non recente [zozzone che accumulate panni sporchi] il borotalco va cosparso dopo averle appena inumidite con acqua, o una goccia di benzina [con quel che costa la benzina, compro il capo nuovo!]

Nei cappelli di feltro [che avrete a bizzeffe] si levano sfregandole con una pezzuola imbevuta di alcole e ammoniaca in parti uguali.

Per la seta [hip hip urrà] metà trementina e metà succo di limone

Per i tessuti lavabili, acqua e sapone [e di nuovo vi stupisco con notizie impensate!]

Le macchie di vino e di frutta dalle tovaglie si possono togliere soffregando da tutti e due i lati il tessuto con glicerina e stirando poi al rovescio [viva la mappazza cotta!]; oppure trattandole con dell’acido muriatico allungato nell’acqua [che sarebbe a dire: se la tovaglia non si smacchia, scioglietela nell’acido!] o anche con vapori di zolfo o acqua di cloro [che è sempre come l’acqua di rose, ma sa di varechina].

Se la macchia è fresca, si bagni il tessuto e lo si cosparga di sale fino [gettandone un po’ dietro la spalla sinistra, come buon augurio] o con acqua ossigenata [come sarebbe, che non tenete l’acqua ossigenata a tavola] e risciacquando.

Su tessuti di lana, la macchia va trattata con acqua e ammoniaca o con vapori di zolfo

Ricordatevi sempre i pasticcini per quelli del 118.

 

 

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3 Risposte to “Sapevatelo: per inette smacchiatrici/2”

  1. gi 3 aprile 2012 a 09:12 #

    il numero del centro antiveleni lo dobbiamo tenere sotto mano vero?

    gi

  2. Silvia 4 aprile 2012 a 11:04 #

    Trementina? Zolfo? l’acido cloridrico?Radice saponaria?
    Ci vuol far fare le magie Aduccia nostra altro che lavare i golfini!

  3. paroladilaura 6 aprile 2012 a 16:25 #

    in pratica devo rifare il mio parco veleni!

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