Zombie Revolution

26 Set

Si avvicina il week end.

Penserete: ora ci dà una ricettina per tenerci leggeri in visione del gozzovigliare festivo?

No, macchè. Aduccia approfitta del tempo libero che avrete per darvi una ricettina un filo, ma giusto un filo, laboriosa.

Però il risultato, eh, il risultato… fa parlare i morti.

E non solo.

Vitello Uso Salmone

Per avere un risultato apprezzabile conviene lavorare un po’ in grande [oddio. “Un po’ in grrande” detto dalla donna che avrebbe voluto un forno di mattoni in ogni casa. Tremo già] e provvedersi di una bella noce di vitello del peso di circa un chilogrammo e mezzo [all’anima della noce] poichè se eseguita in troppe piccole quantità la preparazione risulta meno bene [vah, oh debosciate purciare, vi ho anche dato la scusa per i vostri insuccessi culinari. Sono le quantità, mica voi.]

In possesso dunque del vitello [vivo. Potete tranquillamente ospitarlo in salone, in attesa di sgozzarlo] procedete come se doveste fare una lingua allo scarlatto

[ecchele là. L0 sguardo di quando la prof di matematica annuncia il compito in classe a sorpresa. Ma su, su, ché sono magnanima]

fategli assorbire cioè, per sfregamento, un buon pugno di sale fino e una buona cucchiaiata di salnitro [ma come, “dove lo prendo il salnitro”… DAI MURI, ovvio, cretinette dalle case umide!].

Mettete ora sul fuoco un recipiente con due terzi d’aceto e un terzo d’acqua, una grossa cipolla in fette, una foglia di lauro, qualche bacca di ginepro [come sarebbe, che non tenete in casa le bacche! Uscite nel bosco dietro casa e prendetele. Ma attente al lupo.], qualche chiodino di garofano, un pezzo di sedano, e qualche granello di pepe infranto.

Lasciate bollire per qualche minuto e aspettate poi che la marinata [vedete? Voi la chiamavate broda puzzolente. Io la chiamo marinata. Eccola, la classe] si freddi

Dovrete regolarvi, circa la quantità di aceto e dell’acqua, di ottenere una quantità di bagno tale da potervi sommergere completamente la carne [via, liberate la vasca. Tanto non fate un bagno di schiuma da secoli, è inutile che vi raccontate bugie]

Mettete il vitello preparato col sale e salnitro [ripeto, prima che ci mettiate delle fettine a caso. Non vi conoscessi] in una terrina in cui vada quasi giusto [la vasca da bagno di cui sopra] ricopritelo con la marinata fredda e gli aromi e lasciate stare così per

cinque giorni

avendo cura di voltare ogni giorno il pezzo di carne [ma non con la luna piena. Per l’amor di Dio, non con la luna piena. Non chiedete perchè. Fidatevi]

Trascorsi cinque giorni [il pezzo di carne verrà a tirarvi i piedi nel letto, muggendo “dov’è la mia muuuuuuammaaa? Io faaame, io mangia teee…”] mettete una pentola metà aceto e metà acqua [ostentando indifferenza nei confronti del zombivitello che si aggira per casa vostra cercando del fieno] e quando il liquido bollirà aggiungete il vitello [mi raccomando, coglietelo di sorpresa e non fatevi mordere! se colpite la testa, siete salve] scolato dalla marinata [togli l’aceto, metti l’aceto: è un esercizio zen] e lasciatelo bollire fino a cottura, badando di non farlo scuocere [del resto, è in decomposizione da una settimana, volete anche scuocerlo? Non lo so…] ma di tenerlo anzi scarso di cottura.

Dopo averlo tolto dal bagno [e finalmente i vostri familiari potranno lavarsi nuovamente] lasciatelo freddare e poi tagliatelo in fettine sottilissime.

Prendete un piatto ovale di porcellana [mentecatte impreparate che mi volevate propinare quello tondo in ceramica. Tsk] piuttosto profondo, e in esso disponete le fettine di vitello, riavvicinandole l’una all’altra, in modo da ricomporre il pezzo di carne [capace che ricomincia a muoversi e a muggire. Occhio.]

Sul vitello mettete una guarnizione di sardine in olio [vitello zombie al sentor d’aceto e sardine. Mmmm] poca cipolla tritata, abbondante prezzemolo, anche tritato [ma sì! fai vedere che abbondiamo] e capperi [no, non è un’esclamazione] 

Innaffiate il tutto con dell’olio [innaffiate. Forza, con quegli idranti] e tornate, ad intervalli, a innaffiare con altro olio affinchè il vitello possa bene impregnarsene  [è una nota tecnica contro gli zombie. Prendete nota.]

Tenete la carne in un luogo fresco ed essa si manterrà per più giorni [ma sì. Del resto l’ho comprata di un giorno, l’ho tenuta in aceto e broda per altri cinque giorni, cotta in altra broda… alle brutte, facciamo amicizia, io e Zombitello, il vitello zombie]

Caratteristica di questa pietanza è il color rosa salmone che la carne deve assumere [eh io non te lo vorrei dire, ma secondo me è più verde, che rosa]

Si può servire semplice, o anche con salsa maionese.

Nella speranza che Zombitello ci scivoli sopra, e non vi acchiappi.

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25 Risposte to “Zombie Revolution”

  1. Seavessi Tempo 26 settembre 2012 a 10:06 #

    Solo io mi sono commossa per il pepe infranto?
    Inzenzibili.

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 10:12 #

      è che avevo troppa paura del zombietello

  2. la Lu 26 settembre 2012 a 10:18 #

    La ricostruzione delle fettine va fatta a forma di salmone o di zombie? In ogni caso userò il forno a mattoni come stalla per la noce
    (devo aggiungere che mi hai risollevato la giornata?)

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 10:21 #

      non so, io temo fortemente che le fettine si riarrangino come meglio credono…

      mi fa piacere d’aver risollevato la tua giornata, mi servirebbe di risollevare la mia 🙂

      • Viola 26 settembre 2012 a 11:57 #

        Ma come?e le scarpe cosa aspetti a ordinarle per risollevare la giornata?

  3. Silvia 26 settembre 2012 a 10:27 #

    e dopo tutta sta fatica per farlo diventare di “un bel rosa salmone” sarà che ci si schiaffa la maionese sopra????
    No no…. s’ha a vedere che è rosa (o verde… ) !!!!
    poerannoi… 5 giorni per preparare il vitello….. io non trovo nemmen 5 minti a volte!!!
    Ma vabbè.. Ada è Ada…

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 10:29 #

      eh, debosciata pigrona.
      Tu lo prepari un giorno, e cinque giorni lo lasci lì, da solo, col telecomando, al limite, per guardarsi Real Time… non è che devi fare niente

  4. tina 26 settembre 2012 a 11:19 #

    credo sia il top della debosciataggine adesca.
    5 giorni immersi in aceto e credo che puzzerebbe di morte qualsiasi cosa-animale-persona-città.
    comunque, complimenti a lei! …ma le ricette le testava prima di farle, vero? *_____*

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 11:29 #

      sì sì, regolare.
      Credo le facesse assaggiare agli elfi domestici, però.

  5. barbara 26 settembre 2012 a 11:54 #

    Allora, ho fatto tutto……..;
    ho preso una noce al vitello ( non mi è sembrato nemmeno tanto infastidito)
    l’ho portata al mare, l’ho esposta al NitrIto di un equino (e qui è stato già più difficile trovare un cavallo al mare….ma ho ovviato adagiandola su un cavallone)
    dopo di che ho lasciato il tutto nei pressi di Ostia. Andrò a riprenderla lunedì.
    Solo un leggero dubbio mi sovviene; i costi.
    vada per il prezzo di benzina/casello autostrada/stabilimento balneare………….. ma 5 giorni di pensione completa nella ridente pensioncina Miramare mi costa 70 euro al giorno…non che voglia fare la purciara….ma consiglio caldamente di eseguire la ricetta in bassa stagione ^__^

    • dabogirl 27 settembre 2012 a 17:09 #

      Tu non ti prendi cura del povero zombitello.
      E se gli viene la sinusite?

  6. Viola 26 settembre 2012 a 11:54 #

    Ma lo sai che ho un vado ricordo di qualcosa di simile che si è aggirato in casa mia da piccola? Devo chiedere a Nonna Nela…

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 14:31 #

      nel senso che avevate un vitello zombie in salone?
      non il viteltonnè, che son capaci tutti?
      no, perchè nel caso, infanzia interessante, la tua!

  7. murasakinonikki 26 settembre 2012 a 13:03 #

    Devo fare outing: ammetto che (onore alla nostra Ada) nella mia dispensa non mancano mai le bacche di ginepro!!

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 13:07 #

      se ora mi dici che hai anche il forno a mattoni, ti bacio in fronte

  8. gi 26 settembre 2012 a 13:30 #

    quando bisogna prendere il numero di telefono del centro antiveleni?

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 13:31 #

      te lo dà lo Zombietello. E’ molto servizievole.

  9. pentapata 26 settembre 2012 a 14:24 #

    io lo farei pure solo che quando hanno spiegato le frazioni alle elementari io ero malata e la Pinuccia non mi ha passato i compiti e quindi non so fare un terzo di aceto e due di acqua ecco.

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 14:32 #

      eccola là, un’altra inetta che si trincera dietro le scuse.

  10. gi 26 settembre 2012 a 14:49 #

    vitello è troppo generico. che piedi deve avere? balsa, tonnati, cobalto? quello di spugna serve dopo…. na mano santa con lo svelto..

    • dabogirl 26 settembre 2012 a 15:00 #

      non è ovvio?
      vitello con i piedi di sUgna.

  11. Robin 27 settembre 2012 a 16:59 #

    XD
    Prima o poi dovrò stampare uno dei tuoi post e farlo leggere al mio compagno – colui che mi ha fatto conoscere Ada 😉
    Per un sacco di tempo abbiamo tenuto in ostaggio da noi la copia anni ’40 di sua madre e ci siamo sganasciati dalle risate leggendo dell’attrezzatura minima indispensabile che secondo Ada ogni donna deve avere in cucina!

  12. Contessa 5 novembre 2012 a 09:53 #

    ehm…nel paese di mia suocera questa cosa si fa…e spesse volte anche io compro la carne già marinata in questo modo per cuocerla quando torno in patria…si chiama sauerbraten.

Trackbacks/Pingbacks

  1. merenda. Punto. Ada « dabogirl - 7 ottobre 2012

    […] casa da sole, no?! No?! Non mi tenete il maiale al centro del salone, ora che vi siete liberate di Zombitello? Non mi dite che lo comprate! Schifose pigrone] e il cui nome in italiano è […]

  2. 3-1, 2-2, 1-3* « lacreativaelascienziata - 3 novembre 2012

    […] E adesso che sono diventata il mago della cucina, per il prossimo Halloween-Ognissanti-(l)i morti io quasi quasi vado di Zombitello! […]

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