Una ricetta… da paura

3 Nov

Halloween è passato da poco… e comunque il clima novembrino ben si presta alle ricette dell’orrore…

e io me la immagino, Aduccia, col sorriso glaciale da Nonnina Omicidi, il grembiulino da cucina candido, col bordino in sangallo inamidato, e in mano un grosso coltellaccio trasudante

sangue e cacca di pollo.

Yum Yum.

Budelline di pollo alla romana

I pollivendoli romani hanno spesso in mostra monticelli di budelline di pollame e generalmente queste budelline sono già aperte e nettate  [che disdetta essere nata nell’epoca sbagliata. Mannaggia. Mi perdo sta visione]

Se così non fosse converrà aprirle e nettarle accuratamente [dici, Ada? Ma no… quel saporuccio rustico… quel curioso ripieno biancastro… mmm]

Giova tenere presente che siccome queste budelline si riducono assai cuocendo, bisogna prenderne in abbondanza [tirchione che lesinate sugli intestini avicoli] calcolandone trecento o quattrocento grammi a persona.

Dopo aver ben nettato le budelline [se continuo a chiamarle col diminutivo forse vi faranno meno schifo] lavatele in più acque [frizzante, liscia, effervescente naturale…] stropicciandole bene tra le mani [e piantatela di far le schifiltose, pusillanimi femminucce!] in modo che risultino bianchissime [e siccome anche il contenuto è bianco, è facile confondersi]

Lasciatele sgocciolare e poi mettetele in una casseruola ricoprendole di acqua. L’acqua deve sopravanzare di circa un centimetro [però la casseruola ha un buco che perde un decilitro d’acqua ogni venti minuti. Dica il candidato… ah no, quello era un altro libro]

Condite con sale, un pochino di cipolla, un pezzettino di sedano e di carota gialla e un po’ di prezzemolo.

Coprite la casseruola [così che chi avesse a passare in cucina non vomiti istantaneamente] e lasciate bollire pian piano fino a che l’acqua sia quasi del tutto evaporata.

Mettete adesso in un’altra casseruola un pezzo di burro [ooh, finalmente, si ragiona] con delle fettine di prosciutto grasso e magro [quello magro lo mettiamo per zittire le solite blogger salutiste] tagliate in listelline e un pochino di cipolla tagliata finissima.

Fate rosolare la cipolla a color d’oro e poi, dopo aver tolto le erbe alle budelline lessate [eh sì, già vi sento… “ma come, tolgo le erbe?! Io volevo mangiare solo quelle…”] travasatele nella nuova casseruola mettendo anche quel po’ di brodo che sarà rimasto dalla cottura [il brodo è imprescindibile, per Ada. Si sa]

Fate insaporire, aggiungete qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro o meglio di sugo d’umido [la solita muffa] e lasciate finir di cuocere fino a completa cottura [tautologia unica via] aggiungendo, se fosse necessario, qualche altra cucchiaiata d’acqua.

Ultimatee con un pizzico di pepe e mandatele in tavola [da sole. Voi scappate] facendo servire insieme del parmigiano grattato.

Chè almeno i commensali mangeranno il parmigiano.

ps: si potrà opinare che, in fondo, questa altro  non è che una “pajata” di pollo. Ma, a parte che a me non piace nemmeno la pajata di vitello, c’è da dire che, in quella, ci si possa illudere di star mangiando strani anelli gommosi eppur croccanti farciti di una gradevolissima crema al latte.
Qua, la crema non credo sia altrettanto piacevole.

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7 Risposte to “Una ricetta… da paura”

  1. Lucyette 4 novembre 2012 a 00:14 #

    Oh beh. Vogliamo parlare di ricette orrorifiche?
    Mia nonna, classe 1921, era una brava persona, giuro. Non era un’emula di Bella Swan. Però viveva in campagna, aveva una mamma che allevava conigli, e ogni tanto capitava che sti conigli venissero ammazzati, no? Per farli arrosto.
    E mia nonna, piccola bambina di fine anni ’20, cosa faceva col coniglio appena ammazzato?
    GLI BEVEVA IL SANGUE.
    Dicevano che il sangue ancora caldo facesse bene ai bambini piccoli, e quindi mia nonna assisteva all’uccisione del coniglio, e poi si avvicinava lestamente alla bestia morta per SORSEGGIARE I FIOTTI DI SANGUE ANCORA CALDO che uscivano dal suo collo reciso.

    O.o

    Mia nonna era una simpatica vecchietta che lavorava a maglia, aiutava in parrocchia, cucinava ottimi intingoli, aveva sempre i capelli a posto e il suo bel filo di perle al collo.
    Immaginarla mentre beve il sangue ancora caldo che esce a fiotti dal collo di un coniglio morto, mi ha sempre fatto – come dire? – una certa impressione O.o

    • barbara 4 novembre 2012 a 15:43 #

      OMG!!!!!!! Immaginare tua nonna in siffatta posa riempie d’orr…….fa una certa impressione anche me ^__^

    • dabogirl 5 novembre 2012 a 10:10 #

      l’idea di una bambina che beve sangue caldo da un coniglietto tenero e salterino che magari prima accarezzava è inquietante manco poco! 🙂

      E comunque io ricordo l’uomo di campagna di mia zia che stava uccidendo una gallina infilandole delle forbici in gola e, vedendo me inorridita dal sangue sgorgante, disse “ma poi guarisce”.

      Certo, guarisce.
      Sono piccola, mica cretina.

  2. tina 4 novembre 2012 a 16:20 #

    Dabo, alla frase “dica il candidato…” mi sono scompisciata.
    A parte ciò, devo ammettere la mia incapacità di mangiare budella, interiora e trippe varie, mi ha sempre fatto un certo senso, così come sanguinacci e simili.

    Però apprezzo che Ada sia in grado di far leccornie con qualsiasi cosa, davvero. Bravissima lei!!! ^_^
    E tu, ovvio.

    • dabogirl 5 novembre 2012 a 10:11 #

      non vogliamo sapere con che cos’altro potrebbe creare leccornie ada…

  3. Contessa 5 novembre 2012 a 10:04 #

    se me le cucinate magari le mangio anche 🙂

    • dabogirl 5 novembre 2012 a 10:11 #

      no, eh, stropicciare intestini di gallina no, eh. ti voglio bene ma questo no.

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