lei non conosce la Sacher Torte?! Va be’, continuiamo così…

19 Dic

Non posto da oltre un mese, anzi diciamo che mi avvicino ai due mesi.

Non ci vuole proprio un superintuito per capire che c’è qualcosa che non va (anche se qualcuno è riuscito anche a non capirlo 🙂 ) – comunque, niente di salute, e famiglia ancora unita, quindi va tutto bene, ecco.

Ma il periodo non è eccelso per altri motivi, su cui non vi tedio. Questo è, invece, il post con cui voglio ringraziare alcune persone che in questo periodo sono tra quelle che mi fanno sorridere e mi so(u)pportano…

assicurando loro che, dentro, ho ancora un pulsante cuore di sugna.

E cosa meglio, per tirarlo fuori e tirarsi su che del sano

CIOCCOLATO?

Anzi, no, non del mero cioccolato. Il non plus ultra, l’apoteosi del cioccolato

Questa torta finissima è una specialità della pasticceria viennese e prende, dalla ditta fabbricante, il nome di Sacker Tort [glielo dite voi, ad Ada, che non si scrive così e che tecnicamente la ‘ditta fabbricante’ era la pasticceria di un hotel? No?! eh, lo so, manco io c’ho coraggio]

Naturalmente la ricetta che vi offriamo oggi è una imitazione di quella originale, ma è tra le imitazioni migliori [avevate dubbi, piccole miscredenti?]:  così da costituire un dolce di una finezza singolare.

E’ la vera torta aristocratica, destinata ai palati eletti [quindi non per voi, mentecatte; voi, mangiatevi la Fiesta]; e a questo proposito conviene aggiungere che è relativamente costosa [purciare] e di un rendimento mediocre [perchè la fate voi; la facessi io, sarebbe un rendimento ottimo] ma… è una cosa squisita che potrete eseguire di quando in quando allorchè avrete il desiderio di gustare o di far gustare alle vostre amiche una ghiottoneria di prima classe [sì dice sempre così; come se le aveste, delle amiche con cui condividere la ghiottoneria, voi]

Per questo genere di pasticceria il mediocre va inesorabilmente bandito [sssht. Non glielo dite, che ha usato la parola ‘mediocre’ un paio di righe fa, proprio lei] quindi tutti i componenti della torta dovranno essere sceltissimi: dal burro alla farina, dalle uova al cioccolato [purciare mentecatte che fate la spesa al discount]. La dose che stabiliamo [fiat lex] è per una torta sufficiente a dodici porzioni regolari [o otto porzioni culone]

Col solito sistema [ebbbasta con queste richieste di inutili spiegazioni! Inette! Distrattone! Studiate a casa!] togliete la pellicola a 75 grammi di mandorle dolci tra le quali potrete metterne un paio amare [e non fate che ve le mangiate a kili cercando di distinguere tra le dolci e le amare]

[no, ma prego, se volete dirlo voi, ad Ada, che le mandorle nella Sacher Torte non ci sono… andate eh]

Quando le avrete tutte mondate asciugatele in una salvietta e mettetele ad asciugare completamente in forno di moderatissimo calore. Dovranno asciugarsi perfettamente senza tuttavia colorire.

Fatto questo preparate 75 grammi di zucchero, meglio se in piccoli pezzi [perchè voi siete sempre quelle che comprate lo zucchero formato iceberg] e pestate nel mortaio un po’ di mandorle e un po’ di zucchero alla volta.

Man mano passate questa farina di mandorle da un setaccio di fil di ferro e ripetete l’operazione fino ad esaurire mandorle e zucchero. Ottenuta questa farina mettetela da parte e cominciate il lavoro della torta [forza, pigrone procrastinatrici, ché lo so che pensate “eh, perchè, questo non era lavoro?” No. Era così, un esercizio zen]

Mettete in una catinella 75 grammi [non notate anche voi una certa costante?] di burro (in inverno converrà rammollirlo) [certo, sarebbe stato meglio usare della soave e morbidissima sugna, ma che vuoi che ne sappiano, questi austriaci. Tzè] e con un cucchiaio di legno mescolatelo, montandolo, fino ad avere come una crema.

Aggiungete allora poco alla volta 75 grammi di zucchero in polvere [potrete agilmente grattarne un po’ dall’iceberg di prima] sempre mescolando: quindi aggiungete uno alla volta quattro rossi d’uovo [questi, bontà sua, non ce li fa pesare]

Continuate sempre a montare col cucchiaio di legno, mettendo di quando in quando una cucchiaiata della farina di mandorle preparata [visto?! Aveva un senso. Come nelle storie Zen] fino ad esaurirla tutta.

Intanto avrete posto vicino al fuoco [ma come no?! Tutto vi devo dire?] in un polsonetto o in una cassuerolina 75 grammi di cioccolato alla vainiglia [vai, niglia, vai! …e comunque, come sarebbe, che voi avete solo il cioccolato fondente o quello al latte?! Impreparate, andate a cercare il cioccolato alla vai, niglia]

Per questo lavoro sarebbe meglio servirsi di quella speciale qualità di cioccolato usato per i bonbons che si chiama cioccolato copertura [cretineeeee… smettetela di navigare su milletipidicioccolato.it alla ricerca di cioccolato alla vainiglia. Cercate quello di copertura, il cioccolato cartongesso]

Mettete dunque questo cioccolato vicino al fuoco, senza alcuna aggiunta di acqua e girandolo con un cucchiaio di legno, scioglietelo perfettamente, senza però lasciarlo bollire.

Quando sarà tiepido aggiungetelo al composto di burro e uova e farina di mandorle, mettendone poco alla voilta e sempre mescolando col cucchiaio.

Finalmente [yeeee!] montate in neve [no, non nel senso che dovete farlo in mezzo alla montagna] ferma le quattro chiare e unitele delicatamente al composto, che ultimerete con 40 grammi di farina finissima (farina d’Ungheria) [andatela a prendere là. In Ungheria. Son capaci tutti, a comprare la farina al supermercato sottocasa. Disgraziata, te, t’ho visto: non la comprare su Internet. A piedi, ci devi andare, in Ungheria]

Da ultimo tagliate con un coltellino la corteccia superficiale [non quella seriosa] di mezzo limone [sempre il frutto, non lalbero, cretinette disboscatrici] senza alcuna traccia di parte bianca [ve la passo alla lente d’ingrandimento]

Prendete questa corteccia e tritatela col coltello in modo da farne dei pezzetti piccolissimi che mescolerete nel composto della torta [perchè a grattuggiarla sono capaci tutti, pigrone omologate]

Ungete adesso di burro e infarinate una teglia di 20 centimetri di diametro, versateci il composto e passate subito la torta in forno moderato, dove la lascerete per una quarantina di minuti, temp0 necessario [osate mettermi in discussione?!] perchè la torta possa cuocere ed asciugarsi perfettamente nell’interno.

Questa torta non deve risultare molto alta ma avere, a cottura completa, dai due ai tre centimetri di spessore [una sfoglia di torta. Problemi?!]

Quando sarà cotta sformatela e lasciatela asciugare [ancora?! Ma quanta umidità pensi ci sia, nelle nostre case?!] e freddare su una gratella da pasticceria [che di sicuro avrete. Guardate bene, nel cassetto dove tenete gli spiedi]

Quando sarà fredda spaccatela in due dischi [con un machete] che spalmerete, internamente, di marmellata di albicocche.

Indi ricomponetela [potete anche farne un plastico da mostrare a Porta a Porta].

Per eseguire a perfetta regola d’arte [no, ma non sentitevi sotto pressione] la Sacker Tort sarebbe necessario di ghiacciarla al cioccolato, cioè rivestirla esternamente di un lucido strato di ghiaccia al cioccolato [fate finta, sì, di sapere che cos’è la ghiaccia. Poi mi supplicherete, lo sento]

Se non vi sentite di affrontare questa nuova operazione [considerando quanto siete incapaci, questa botta di consapevolezza vi fa onore] fermatevi dopo aver spaccato e farcito la torta di marmellata di albicocche.

Ma se, come confidiamo, vorrete eseguire il dolce a perfetta regola d’arte [no, ma di nuovo, non è che perchè ripeto “perfetta regola d’arte” da venti munuti dovete sentirvi pressate, eh] mediante un piccolo lavoro complementare, facile del resto, [certo, sentitemi: pare che ci credo quasi, che abbiate una minima speranza] finitela glassandola con una “ghiaccia cotta al cioccolato” (Vedi ivi) [e non mi seccate. Non è che, perchè vi ho messo pressione a farla, ora devo darvi anche la ricetta] 

Da taluni la Sacker Tort viene eseguita senza la spalmatura interna di marmellata.

E la ricetta finisce così, senza ulteriori specifiche e senza, soprattutto, dirci quanto schifo le facciano questi iconoclasti che non mettono la marmellata nella Sacher.

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3 Risposte to “lei non conosce la Sacher Torte?! Va be’, continuiamo così…”

  1. Viola 20 dicembre 2012 a 08:18 #

    Che dire? Grazie, sono commossa!è un meraviglioso regalo di natale :-*.
    Notare, prego, che la torta da dividere in due per spalmarci la marmellata è”non troppo alta, due o tre centimetri al massimo” O_o

  2. Seavessi Tempo 20 dicembre 2012 a 09:08 #

    oooooooooooohhhh mamma, ho le lacrime agli occhi. ma conferma ciò che sospettavo da mesi: Ada è la trisnonna di buddy.
    Grazie grazie grazie. Propongo un inetta pride day.

    PS ma non sono velenose le mandorle amare?

  3. mammachetesta 20 dicembre 2012 a 09:31 #

    Amo!!!!
    Ada non ci abbandonare mai più così a lungo ♥♥♥

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