liberiamo una ricetta: una cena indimenticabile

31 Gen

Warning: do not try this at home


Ovvero… non ci provate, non siate stolidi come me, non ci provate, certe cose stanno bene nei libri di cucina e basta.

Direte “eeeh, la solita esagerata, lo vedi a farsi bistrattare da Ada Boni? Ormai non ha più fiducia in sè”

No, no, fidatevi. Potete anche chiedere ai miei amici, che sono amici carissimi e preziosissimi anche perchè sono rimasti tali dopo aver partecipato ad una cena… indimenticabile.

Vi racconto la storia.

Era il dicembre 2008, e ad una dabogirl ancora priva di Mustela punge vaghezza di provare una ricetta di cui ha sempre sentito parlare in toni mistici e mitici, tipo fosse il BigFoot delle montagne:

il risotto blu allo spumante con gamberoni

Basta poco, in fondo, che ci vuole? Il risotto normale di solito mi viene benissimo, basterà comprare del colorante alimentare, dello spumante brut (che non mi piace, ma magari da cotto sarà meglio) e dei gamberoni di qualità, belli rossi… no? eh? Facile no?

No? Eh?

Intanto, manteniamo il segreto: nessuno dovrà sapere che si mangerà risotto blu. Li invito e poi BUM! Risotto blu. Secchi. Forte, eh? No? eh?

però non teniamoli del tutto all’oscuro,  i poveri amici, no, dai, coinvolgiamoli!

Chiedere ad un amico di procurarci dei gamberoni rossi, ma rossi belli, eh, col pantone, eh, chè qua siamo gente precisa, e  poi vuoi mettere il bel contrasto di colore col blu del riso.

Ad ogni modo, l’amico in questione (sant’uomo) si fece il giro dei pescivendoli della sua zona, fino a trovare i gamberoni migliori, freschi, non decongelati, grandi, profumati, saporitissimi.

Grigi.

Perchè, come ben saprete, ignorantone che non siete altro, i gamberi diventano rossi da cotti, o da congelati. Non lo sapevate?
Manco io. Ora lo so.
Fatto sta, che quei 12 gamberoni (rossi, e di sapore strepitoso) ci hanno salvato la cena… perchè fosse stato per il riso…

ah, volete gli ingredienti?

a vostro rischio e pericolo, per 6 persone:

  • circa 700 grammi di riso da risotto [e già dal fatto che io non ricordi quale sia il nome del riso da risotto, preannunciava la riuscita del piatto]
  • 12 gamberoni belli rossi (o grigi che diventano rossi. Avete capito)
  • due o tre cucchiai d’olio, per i gamberoni
  • circa 60 grammi di burro, per il riso
  • 1 piccola cipolla
  • colorante alimentare blu, uno o due cucchiai
  • una bottiglia di spumante brut

Notate niente? Manca qualcosa, vero?
Ecco, ORA lo so: manca il brodo, vegetale o fatto con gusci di gambero, ma per l’amor di Dio non vi venga in mente di fare come ho fatto io, ovvero di bagnare il risotto solo  con lo spumante brut.

Che, per inciso, potrei averlo menzionato, ma a me lo spumante brut fa schifissimo.

Se bagnerete il riso solo col brut, come feci io, il riso assumerà il gradevole sapore dell’acido muriatico.

Quindi, ggiovini, fate le brave, mettete solo un bicchierone o due di spumante per sfumare il riso e i gamberoni, e poi giù di brodo.

I vostri amici ve ne saranno grati.

Si inizia il tutto cuocendo i gamberoni con l’olio ed ammirando il passaggio del colore da grigio a rosso vivo.

Sfumate con un po’ di spumante, e toglieteli dal fuoco.

Staccate il fondo di cottura con un po’ di burro e  brodo, fate imbiondire la cipolla e poi unite il riso, tostandolo.

Procedete come un normale risotto, usando come detto brodo e due bicchieri di spumante, non l’intera bottiglia come, cretina, feci io.

Regolate di sale se necessario

A fine cottura mantecate col burro ed aggiungete due cucchiai di colorante alimentare blu.

Ora, per carità, non fate il mio errore e non assaggiate il colorante tal quale, vi colorate la lingua irrimediabilmente ed accoglierete gli ospiti assomigliando pericolosamente alla protagonista di un film horror.

Servite ogni piatto con riso blu e due gamberoni rossi, per un bel contrasto di colore.

A proposito di contrasto colore: ricordatevi che in questa ricetta c’è il colorante alimentare – non mettete a rischio il  vostro servizio di  piatti, usate allegrissimi (e molto chic) piatti di plastica rossa, en pendant coi gamberoni.

Portate in tavola, e godetevi lo sguardo attonito dei presenti.

Il mio amico (il procacciatore di gamberoni) è rimasto 30 secondi con gli occhi sgranati, incredulo, con sottotitolo scorrevole ma che davero devo mangiare un risotto blu?!

Gli altri amici, uguale, e poi giù a ridere, per sfogare l’imbarazzo.

E non vi dico dopo la prima forchettata. Terribile, immangiabile.

E volete sapere perchè questa è la ricetta ideale per questa iniziativa?

Ve lo dice una degli invitati:

Se non è solidale quello……. l’abbiamo mangiato per amore!

Ah, volete una foto del piatto?
Non ce l’ho più, si è persa nei meandri della rete. Accontentatevi di una ricostruzione.

riso (blu) amaro

riso (blu) amaro


Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.

Questa ricetta la regalo a chi legge.

Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità

(come scherzo, sicuro):

per questo la lascio liberamente andare per il web

Anche quest’anno, come avrete capito, partecipo all’iniziativa #liberericette, una festa tra blogger.

Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un’occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l’equivalente della spesa per il piatto a sostegno delle famiglie rifugiate ospitate dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.

In particolare, ci piacerebbe dotare di stoviglie e pentole le famiglie che vivono nel centro di accoglienza Pedro Arrupe, in via di Villa Spada.

Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal.
Tutti i dettagli qui: http://www.centroastalli.it/index.php?id=532

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15 Risposte to “liberiamo una ricetta: una cena indimenticabile”

  1. Silvia 31 gennaio 2014 a 11:11 #

    che bella iniziativa!!!
    Ora, immagino che detto da una vegetariana conti il giusto, ma se ti può consolare nemmeno io sapevo che i gamberi diventano rossi solo da cotti o congelati!!! 😉

    • dabogirl 31 gennaio 2014 a 13:03 #

      chissà se lo fa anche il veg-fish! 😉

  2. Robin 31 gennaio 2014 a 12:54 #

    Sono sicura che ti sei fatta perdonare, prima e dopo, con ben altri manicaretti! Qualche fiasco ogni tanto è il rischio che si corre ad essere amico-cavia di un cuoco. Ruolo che comunque io accetterei volentieri :))
    Sai che stranamente lo sapevo che i gamberoni sono grigiastri? Non è da me cotanta preparazione ^^’

    • dabogirl 31 gennaio 2014 a 13:02 #

      sì per carità, mi hanno perdonato… più o meno. Una di loro ha messo la foto del riso come mio profilo sul cellulare 🙂

  3. Lucia 31 gennaio 2014 a 12:58 #

    Cioè, ma l’avete mangiato per davvero? :-DD

    • dabogirl 31 gennaio 2014 a 13:02 #

      fino a un paio di cucchiaiate, poi abbiamo rinunciato, e mangiato solo i gamberoni e il resto della cena.
      Terribile, il brut. Ho menzionato?

  4. Beta 31 gennaio 2014 a 13:06 #

    Bhè dai, i gamberi erano la fine del mondo però! 🙂
    (ps: guarda che il tuo link (6) da MammaFelice, non funziona…)

  5. Murasakinonikki 31 gennaio 2014 a 15:53 #

    Secondo me, se solo avessi aggiunto un po’ di “strutto”, il risotto sarebbe riuscito bene comunque 😉

    • dabogirl 31 gennaio 2014 a 15:55 #

      in effetti è vero, la sugna è come il nero, va su tutto.

  6. Chiara 31 gennaio 2014 a 22:30 #

    Mi hai fatto pensare alla zuppa blu di Bridget Jones!

    • dabogirl 31 gennaio 2014 a 22:55 #

      ecco, solo che la Bridget non voleva avere la zuppa blu. Io sono proprio colpevole a tutto tondo.

  7. Kiara 1 febbraio 2014 a 01:51 #

    Mi sono sempre chiesta per cosa si potesse usare il colorante alimentare oltre che per il didò fatto in casa e la pasta di sale… 😉

    • dabogirl 27 febbraio 2014 a 13:54 #

      ecco. Ma senza una bottiglia di spumante

  8. Viola 2 febbraio 2014 a 11:12 #

    finalmente ti rileggo!

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