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demotivational recipe

4 Gen

Aduccia s’impegnava assai. Ci provava, con tutto il cuore, a insegnare a debosciate sprovvedute, prive del benché minimo forno a mattoni, l’arte della cucina.
Ma poi, ogni tanto, la pazienza scappava pure a lei, e che diamine.
Questa ricetta dimostra chiaramente il suo oscillare tra filantropia e scoraggiamento.

Maionese Economica di Tonno e di Salmone

Volendo preparare una buona maionese [con “maionese” Aduccia intende qualsiasi ricetta accompagnata da maionese.] più economica e più sbrigativa [di una alla pagina precedente, che pure dura 10 righe ed è a base di pollo avanzato. E se non vi sta bene nemmeno questa…] potrete servirvi di due cose: o del tonno sott’olio, o del salmone in scatola. [ce l’hanno pure al discount. Scegliete quello che vi pare, e non mi tediate] Con due ettogrammi o due ettogrammi e mezzo di pancetta di tonno [e non di maiale. Quella è un’altra ricetta]  che, come sapete [seh, come no. Guarda che sguardo vitreo] è la parte più delicata – vi toglierete rapidamente d’impaccio, come pure otterrete un soddisfacente risultato comperando una scatola di salmone in conserva. [tanto ho capito, non c’avete voglia, non avete estro, non vi va di fare niente… almeno la spesa la farete, sì?!] 

Si apre la scatola [pure questo vi devo spiegare, inettone], si rovescia il contenuto in un piatto [no, non potete servirlo in una scatoletta] e si dispone con garbo [ma figurati se sapete farlo] sugli ortaggi della maionese.

Non c’è da fare altro, ché il salmone è già preparato. [pigrone imbranate. Tutto io, devo fare. Odiose inette disattente. Che perdo tempo a fare, con voi]

Povera, povera Ada.

[Benedettava] la raffinatezza degli uccellini

28 Dic

Oggi vi presento una ricetta del 1961, tratta dall’agenda per la casa della Cigno.

Una ricetta in cui Aduccia mostra tutta la sua raffinatezza.

Gli uccellini, cucina Ada, altro che. Eh. Raffinatezza. Boccuccia di Rosa. Guanti Bianchi.

Eh.

Oh.

(quasi quasi la presento a mia suocera: ha adottato incautamente una coppia di pappagallini ed ora se ne ritrova ventisei. Gente prolifica, i pappagallini)

Raffinato Intingolo

Benedettava: Più sugna, per Toutatis!

13 Apr

come vi dicevo, il fatto che Ada scrivesse per l’agenda Cigno, con ovvi limiti di spazio, non significa che avesse rinunciato alle basi della sua cucina. Eh che, davero davero.

No, semplicemente rendeva la vera cucina alla portata delle donne impegnate, schiacciate dai tempi, e che non per questo avevano perso il diritto alla Sacra Sugna.

Insomma, Ada era una benefattrice dell’umanità. Con ricettine semplici, sfiziose e leggere.

Manzo Braciato

(imbavagliate il bardo e partano i festeggiamenti!)

Foderate il fondo di una casserola [le U sono per i deboli, ve l’ho già detto] con fettine di lardo o [per una variante light, ché s’avvicina l’estate] pancetta;

versatevi un po’ d’olio [eh beh, ci sta. Se no è secco] o una cucchiaiata di strutto [ssssììì, strutto, dimmelo ancora, strutto!] e adagiatevi sopra un bel pezzo di manzo. [no, non va bene Orlando Bloom. E manco Viggo Mortensen. Manzo vero, spiritoselle]

[su Karl Urban ci faccio un pensiero. Secondo me la sugna gli piace. Ma non divaghiamo]

Chiudete ermeticamente [perchè il manzo, tra fette di lardo, olio, strutto, rischia di scivolare fuori] e fate cuocere per due e mezzo – tre ore [ah dite che dovevo dirvelo prima, che non era una cosa mordi e fuggi? Ah dite che avete già gli ospiti di là con il crodino e l’oliva? Eh, problemi vostri. Che aspettino]
a fuoco assai moderato, voltandolo di tanto in tanto, perché non si attacchi.  [Aduccia, c’è talmente tanto grasso, che il manzo galleggia]

A tre quarti della cottura versatevi un mestolo di brodo […ho capito, che siete donne moderne, donne magiche donne che si allenano: ma il brodo random ce l’avete, a casa, sì?! Ma come no! Impreparate!] o acqua calda [che, non vi conosco, a voi?] in cui avrete diluito due cucchiai di Vero Frutto di Pomidoro Cigno [e l’unico vero frutto dell’amor… è il pomidooooro, il pomidoooooro…] aggiungete qualche chiodo di garofano, dosate di sale e pepe e fate addensare la salsa.

E qui, chiaramente, è finito lo spazio. Perché secondo me, Ada, un filo d’olio a crudo ci stava tutto.

Benedettava: una ricetta per l’Infanta

27 Mar

Su, su, vi sento lamentarvi “ma quelle belle ricette sugnose di una volta, non le metti più?”

Eh, come no, pronti!

In una versione che Ada aveva pensato per le debosciate frettolose, nella mitica agenda Cigno del ’48.

Questa ricetta l’ho scelta perché mi fa pensare all’Infanta del mio cuor, e alle sue torte fantasiose.

Spaghetti di magro

[il nome è un trionfo della negazione]

In un tegame fate insaporire e condensare in 50 grammi di burro 250 gr di Super Pomidoro Pelati Cigno[è un aereo? E’ un uccello? No, è super pomodoro!]

Facoltativa [tanto, cucinate voi, cosa volete che cambi…] l’aggiunta di uno spicchio d’aglio o d’un mazzetto d’odori, da togliere a cottura avvenuta [no, perché, Ada, io volevo avvoltolare gli spaghetti sul mazzetto con carote e sedano…]

A parte, in un casserolino, ponete due cucchiai d’olio e 5 acciughe ben pulite e sfilettate: in più, volendo [certo che voglio! Infanta! Corri! E’ il nostro momento!] un cucchiaio di panna, che raffina il sapore delle acciughe [e certo, acciughe e panna, una prelibatezza raffinata. Chi non lo sa.]

Mettete il casserolino […il casserolino…] a bagnomaria affinché le acciughe si sciolgano senza friggere.

Tolti dal fuoco pomodori e acciughe, riuniteli [con abbracci e commozione] rimestateli, e condite gli spaghetti, cospargendoli poi generosamente [eh, taccagnone?!] di formaggio.

Dunque vediamo Ada:

burro, panna, formaggio…

magri magri, sì, non c’è che dire.