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Liberiamo una ricetta: vedrai che ti piace!!

31 Gen

‘spetta che mi pettino.

Partecipo a un evento bloggarolo, ayeah, pare che so’ una vera.

No, niente, non ci crede nessuno.

Comunque. Oggi noi blogger cuciniamo insieme, virtualmente s’intende, e inviteremo a pranzo qualcun altro, una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.

Infatti chi partecipa, ma anche chi legge eh, non s’offende nessuno, può contribuire al Centro Astalli .  Tutti i dettagli qui.

Ma bando alle ciance, chè qua è quasi ora di pranzo e ancora non ho messo su niente, e se Ada mi becca mi uccide.

Questa non è una ricetta di Aduccia (lo avreste capito notando l’assenza di sugna, ma ve lo anticipo), è roba mia, ma roba di cuore.

E’  una ricetta di quando vivevo in 25 mq, in una zona bellissima, con il vicino di sotto che riteneva che mi divertissi a buttarmi giù dal letto saltando, e il vicino di fronte, un maestro di lirica col fisico del Mago Pancione che amava girare nudo per casa, e i vicini del cortile, che cantavano ‘mbriachi Cielito Lindo

E poi c’era la mia Pucci, la migliore amica convivente.

La quale ha alcune granitiche certezze, tra le quali figura(va) questa:

NON MI PIACCIONO I POMODORI SECCHI

“Ma come li faccio io sì, vedrai” dicevo io, materna come non mai “No, ti dico di no, non mi piacciono e basta” rispondeva lei, caparbia come sempre. “Facciamo così, io ce li metto, poi se non ti piacciono li scansi” concludevo io, risolutiva come una volta in eoni.

Il risultato  fu che Pucci mangiò il mio piatto, comprensivo di pomodori secchi, e lo apprezzò, molto, al punto di chiedermi di rifarlo spesso.

Ergo, il nome di questo piatto è “vedrai che ti piace”

pasta ricotta olive pomodori secchi

dai, su, assaggia, t’ho fatto pure la foto da fudblogga…

si comincia dagli ingredienti

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dabogirl risponde /2

17 Apr

ricevo e pubblico da un cortese utente di motori di ricerca (più probabilmente una cortese utente)

come fare una torta per promessa di matrimonio e di che colore?

allora, gentile utente. Innanzitutto, grazie, ma grazie eh, per avermi fatto ripiombare di botto all’epoca in cui bazzicavo il forum “matrimonio” di Alfemminile.

No, ma grazie. Davvero.

Com’è che si chiamava quella fissata co’ sta storia della “promessa”, che ci fece una festa che manco al matrimonio?
una era Claudia, quella che si fece filmare da Canale 5… l’altra non ho manco cuore di nominarla.

Comunque, torniamo alla tua gentile domanda.

Ti rispondo con un’altra domanda.

CHE DIAMINE E’ una “promessa” di Matrimonio?

Quando lui, con musica di violini in crescendo, s’inginocchia, tira fuori il brillocco, e chiede, con l’occhio umido e la voce tremula “Pippirimerla.. vuoi sp.. sposarmi?”

(o anche, quando siete nel reparto lampadari di un grande magazzino tedesco, e ti dice all’orecchio “io voglio sposarti, molto molto”)

Beh, sì, capisco la gioia, ma mettersi a fare una torta, lì per lì?
Una torta colorata?

Oppure, quando uno ti dice “no, ma tranquilla, eh, tranquilla, ti sposo, eh. Tranquilla” e poi va un attimo a comprare le sigarette e non torna?
…beh, secondo me lì sì, c’è da festeggiare.
Direi torta multicolor, con miriade di confettini.

L’hai scampata bella.

Ma…

ma…

non mi dirai che sei una di quelle persone che pensano che si chiami “promessa” la richiesta di pubblicazioni che si fa al Comune prima di sposarsi, quella che basta una marca da bollo, volendo anche uno solo dei due nubendi (con la delega dell’altro), in cui ti chiedono

  • ti chiami pincopanco pancopinco, nato a roma il 25 12 78?
  • sei per caso già sposato?

E BASTA?

quello che  non cambia stato civile, e non richiede testimoni e, soprattutto, non ti impegna al matrimonio (al limite, puoi usarlo per certificare *da quanto* siete fidanzati per chiedere dei risarcimenti, ma si fa anche senza)?!

E bisogna far la torta?!

Fischia, e per la carta d’identità che fai, un megaparty nel villone con piscina?

una debosciata in tv

7 Apr

…mi avete vista? Eh?!

Dite tutti in coro: “sìiii, ti abbiamo viiistaaaa”

Poi, se mi avete visto solo su Cielo, chiederete, come mia zia: “Ma chi è ‘sta Ada?” (visto che del Libro non si è parlato, nel filmato “corto” andato in onda su Buongiorno Cielo)

Per fortuna, sul sito di Alberico e su youtube il filmato c’è, in tutta la sua completezza,  e sul sito ci sono delle parole molto molto gentili, nei confronti della vostra inetta debosciata preferita.

Dice: come è andata?

è andata che ho mandato la ricetta ad Alberico tramite il suo sito, e lui, anche in virtù (…o in vizio?) del fatto che già avesse avuto occasione di conoscere il blog e il Libro, mi ha richiamato.

Ho preso un permesso dal lavoro (life is about priorities, no?) e sono andata nella Cucina targata Airest, dove Alberico registra la trasmissione.

Prima, però, il mio personal shopper / fashion guru, anche noto come Maritemu, ha pensato bene di mettermi ansia.  

darmi dei preziosi consigli.

“Ma ci vai vestita così?! Ma questa maglia ti fa la pancia!” [veramente, non me la fa lei, è tutta roba mia. E va be’, via la mise numero uno]

“Questa va molto meglio. E i capelli? Li lasci così?! [no, ovvio. Dopo questa frase ho investito in ristrutturanti/rinforzanti/bigodinanti, tipo Hermione la sera del ballo del ceppo]

“E mi raccomando, sii spigliata ma non invadente, guarda in camera ma sii naturale, cita il blog ma non fare pubblicità…”

Ancora con la sua cara voce nelle orecchie (…dopotutto, è il supporter number one e quello che legge tutti i post in anteprima, anche quando non gli va…) arrivo negli studi, anche se non c’era ancora Alberico (c’era solo la sua divisa da cuoconinja, come la chiamo io)

Nell’attesa io, da brava Scintimassaia, avevo anche tagliato i pomodorini (fischia se fa la differenza un coltello da cuoco ben affilato… la prossima volta che passa l’arrotino corro giù entusiasta, e già che ci sono gli chiedo pure di riparare la cucina a gasssse che fa fumo) e messo a bagno le vongole per liberarle dalla rena.

Alberico è arrivato, gentile come al solito, e abbiamo ripassato la ricetta… ma non troppo, come ci è stato ricordato, per non perdere spontaneità nel momento di girare davvero (…anche se, a quanto pare, siamo risultati i Gianni e Pinotto della cucina… dovremmo fare una serie! Alberico presenta… Debosciate in cucina!)

E’ stata un’esperienza davvero divertente, e mi spiace che non possiate vedere, nel montaggio finale, il momento più bello di tutto il girato.

Alberico: e adesso possiamo scolare la pasta… (un po’ crudina, così finiamo di cuocerla in padella)

Debosciata: si guarda intorno cercando un colapasta, di qualsiasi foggia o colore. Invano

Alberico: ma no, noi chef la pasta la scoliamo con il ragno!

Debosciata: co’ che?! [noi debosciate, nel momento della crisi, parliamo in perfetto italiano]

Alberico: ma sì, con il ragno!

Dicasi ragno quella specie di cucchiara con i buchi e l’orlo smerlettato, che quando comprate il kit di mestoli Ikea vi chiedete sempre “ma che sarà ‘sta cucchiara? Boh, sarà per l’insalata.” (in questa foto, è il primo da sinistra)

E invece no, inette debosciate, serve a colare la pasta.

Dice: ma con il colapasta, o la pastaiola, non faccio prima?

…ecco perché io e voi non avremo mai la nostra rubrica di cucina, ed Alberico sì.

Comunque, non mi sono persa d’animo.

Con aria determinata, ho preso fiato, ho infilato il ragno nella pentola, l’ho tirato su con la pasta ancora bella orizzontale…

e…

SPETAAAASC!

una bella cucchiaiata di vermicelli, piena piena, al centro del fornello.

No, ma son cose eh.

A farci riconoscere.

Ps: by the way, Buona Pasqua a tutti voi.

comunicazione di servizio: domani mattina pulite i vetri di casa

2 Apr

…o fate un’arca di noè con gli stuzzicadenti.

…o pulite sotto i mobili della cucina.

…o andate a comprarvi un gelato.

…o lavorate, insomma, debosciati, qualche volta vi capiterà, no?

insomma, tutto, ma NON sintonizzatevi su Cielo.

Men che mai alle 8.30.

E se ci capitate, se vedete Alberico Nunziata, cambiate subito.

E soprattutto, NON GUARDATE LA RICCIOLONA IMBARAZZATA al suo fianco.

E’ una nullità senza alcuna attrattiva, una debosciata qualunque.

Ecco.


(con nome e cognome, capite?! Disgraziato. Capace che adesso mi riconoscono)

When Ada met Benedetta

22 Mar

Forse non tutti sanno che [e d’altro canto, non è un’informazione senza la quale non si vive…] Ada, a un certo punto, collaborò con alcune aziende alimentari.

E’ un po’ come le star televisive che, dopo un po’, cominciano a collaborare con vari sponsor.

In particolare, Ada dal 1933, collaborò con una grande (all’epoca, grandissima) azienda italiana di conserve alimentari, che chiameremo “Cigno” per non farvi pensare che io sia prezzolata [cara azienda, se vuoi prezzolarmi, parliamone … 🙂 ]

La Cigno faceva dono alle sue consumatrici di un’agenda (su cui segnare di tutto, anche l’organizzazione del bucato di casa)

corredata, ogni giorno, di una o due ricette adesche, ovviamente a base di prodotti Cigno.

Negli anni, le ricette passano da quel trionfo di spiedi e lardo che ben conosciamo a cose più in linea con l’evolversi dei tempi, passando dalla povertà del dopoguerra (in cui per 6 persone si cucinano 200 gr di carne) alla fretta di chi è troppo preso dal boom per star lì a spignattare (memorabile la ricetta delle fettine alla giardiniera)

Ora, chi non conoscesse ancora bene Aduccia mia, potrebbe pensare che questo sia “vendersi al nemico”; niente di più lontano dal vero.

Ada lo fa per voi.

Lo fa per quelle inette debosciate senza speranza, quelle che non hanno il forno a mattoni, lo spiede, il brodo pronto a litri, e che mangiano rena e gusci di vongole.

Ha messo a punto una serie di ricette adatte anche alle più imbranate, in cui omette financo di bacchettarci sulle dita… poi ci sono anche le sue solite perle, eh, solo ridotte alla portata delle debosciate spiedeprive.

Ada è un’eroina, capite.

Un’eroina buona, che portava la cucina anche alle inette.

Era una Benedetta Parodi ante litteram.

Potevo io lasciarmi sfuggire cotanti tesori?! [coro: noooo]

e infatti, no

una comunicazione di servizio

6 Mar

non riesco a sistemare la lista del blogroll. Gli dico “metti il blogroll” e mette blog amici suoi.

io voglio mettere tutti i blog che leggo, e invece si è fermato a tre.

Ma non demordo.

Il che era per dire che non è che sono una puzzonacattivona che non vi vuole linkare.

plin plon.

crisis cleaning

5 Mar

C’è una procedura di flylady che si chiama “crisis cleaning”.

E’ pensata per chi si trova, tra capo e collo, ospiti in arrivo, ed ha la casa che grida vendetta: in un’ora scarsa (provato!) riacquista un aspetto decente e presentabile.

 

Ecco, per motivi che non sto qui a dirvi, mi trovo nelle condizioni di fare un “crisis cleaning” qui… aspetto nuovi ospiti, anche persone che non ci vengono dal 2003…

 

In realtà non c’è molto da sistemare, qualche cosa è caduta causa trasmigrazione, mancano i commenti, devo togliere una parolaccia rimasta in un post (…perchè, come ben sa mia mamma, io non dico parolacce – segue risata di Maritemu, cronometrata, per due minuti), comunque sto qui che pulisco.

 

e poi forse ci sarà da dire “e perchè non me l’avevi detto”…

perchè sì, non è che faccio leggere tutto a tutti, a volte per pudore, a volte perchè mi dimentico, a volte perchè “non ti faccio mica leggere tutto quello che scrivo”, a volte perchè “comunque sia se mi cerchi su google mi trovi”…

insomma niente. Sono emossionata.

Non ci posso credere!

16 Gen

Cioè, su WordPress posso scrivere da cellulare così facilmente?! Non fosse che ho il t9 un po’ balengo e che non va a capo…

ma ‘sta Dabogirl chi è?

15 Gen

ma ‘sta Dabogirl chi è?.

alla facciaccia di chi ci vo’ male…

1 Gen

e segnatamente di quelli di Livejournal che stan facendo millemila casini e non chiedono manco scusa…

Ecco il post festivo… un po’ in ritardo, vero, ma d’altro canto il sei gennaio ancora deve arrivare!

Vi auguro delle feste sugnose!!

che feste sarebbero senza sugna?Anzi, dirò di più, vi auguro un 2012 carico di strutto, forni a mattoni, insomma, le basi per la felicità e la serenità… e naturalmente la salute, anche se una certa tipa bassa che circola in casa mia e mi ordina perentoria di far trenini con lei sostiene che la salute non sia così importante.