Tag Archives: mamma degenere

importanti distinguo

11 Giu

Davanti allo stereo, ballando remix discotecari facendo le sceme

Hey, ey, ey, ey
Like a girl gone wild
A good girl gone wild
I’m like, hey, ey, ey, ey
Like a girl gone wild
A good girl gone wild

Girls they just wanna have some fun
Get fired up like smokin’ gun
On the floor til the daylight comes
Girls they just wanna have some fun

[faccetta pensierosa]Mamma, etta è la Madonna?

e intanto le vedo, le rotelline che girano, lei che pensa “però, Maria, col velo e tutto, ma come cantava!”

(ho provveduto a far lezione sull’importanza dell’articolo determinativo)

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scripta manent

26 Apr

Uno dei riti che io e MustelaPandala abbiamo creato e che ci godiamo, è la sessione di abbracci mentre è sul fasciatoio: si mette in piedi e mi abbraccia “potte potte potte” [molto intensamente]

Inoltre, ho preso un calendario “bianco”, su cui (…in teoria…) appiccichiamo adesivini, o scriviamo ricordi speciali.

L’altra sera, mentre mi abbracciava, le ho detto “io ti voglio davvero tanto bene… ricordatelo sempre”

“sì”

“vuoi che te lo scriva?”

“SI’!!” entusiasmo alle stelle.

Quindi ho preso il calendario, e ho scritto “mamma vuole tanto bene a Mustela Pandala”; per buona misura, ho aggiunto un paio di cuoricini, un sole, una falce di luna, e una stella.

Pensavo fosse un gioco come tanti, invece mi sono girata, e le brillavano gli occhi, era davvero tanto emozionata, si vedeva che aveva il cuore in gola.

Mi ha abbracciato ancora più potte, al colmo della felicità.

Evidentemente, scritto, ha più valore.

Poi mi ha chiesto “e papà?” “anche papà ti vuole tanto tanto bene; devo scriverti anche questo?” “ssìì” – e via, altra scritta, altri cuori, altro sole, altra falce di luna, altra stella.

A quel punto, ha voluto contribuire anche lei con una “scritta” e con un disegno (se riesco ve lo pubblico) che rappresenta “izzòle e ‘a muchica” [il sole e la musica: c’è niente di più meraviglioso e vitale?]

Quindi, ragazzi, poche ciance: è ufficiale, qui ci si vuol bene.

Nero su bianco.

una donna di Qurtura.

13 Mar

Tardo pomeriggio, in casa.

Io oscillo tra il mettere a posto la stanzetta di Mustela Pandala e il salone.

Lei mi segue, un po’ giocando e un po’ aiutandomi.

A un certo punto la sento armeggiare alle mie spalle, mentre riordino il fasciatoio/scrivania

MP: Mamma, posso lezze io? [mamma, potrei per cortesia dedicarmi alla lettura di questo interessante volume?]

Io: (praticamente certa che, in camera sua, ci siano solo libri che può leggere senza rovinare) Ma certo, tesoro

La sento armeggiare un po’, finchè esclama
MP: Pesa!

A quel punto mi giro.

Io: vuoi leggere questo?

MP: tue! [entrambi i volumi, se non ti dispiace, mamma]

Io: (ostentando serenità) E va bene, ti aiuto a portarli di là sul divano.

Lei era felicissima, e si è subito dedicata alla lettura attenta di questi due interessanti romanzi stracolmi di personaggi.

 

Mustela Pandala è una bambina di cultura

un intreccio complicato

la madre del Sergente Foley

11 Mar

…sono un po’ di giorni che Mustela Pandala ha un comportamento che mi fa pensare

a) sarò io?

b) sarà l’asilo?

c) sarà l’overdose di Joe Bastianich, Cracco e Ramsay?

due giorni fa ha notato su un muro alcuni graffi, mentre uscivamo col passeggino per andare a scuola

MP: oooh, cos’è quetto, mamma?

Io: Li hanno fatti Megliogatto e MeToo

MP: Pecchè-ee?

Io: Perchè quando scendono dal davanzale della finestra, a volte scivolano e s’aggrappano qui

sembrava soddisfatta della spiegazione, e siamo andate a scuola.

Al ritorno, siamo andate come di consueto a giocare sul lettone mentre mi mettevo comoda per casa (…sì: ho la tuta di ciniglia. Vi ho ancora con me? Vi ho perso? Siete andati a chiamare quelli di real time per farmi urlare dietro “ma come ti veeeestiiiii”?)

sul lettone c’erano Megliogatto e Metoo, che si godevano il meritato riposo dopo una pesante giornata passata a dormire.

Mustela li guarda, poi apre la porta (che dà sull’ingresso), va vicino la finestra, indica il muro e inizia a gridare “E ALLOLA?! SI FA ETTO ZOCO?! EEEEH?! ALLOLA?!” [e allora?! Vi pare il caso di portare avanti siffatta attività ludica?!]

poi torna verso di noi, intrecciando le manine dietro la schiena, e procedendo impettita. Si ferma davanti a Megliogatto, che sembra anche impressionato (MeToo al primo “e allola” s’è fiondato sotto le coperte). “Allola, Tutù*?! Si fa etto zoco?! Eeeh?! ‘Nsifa! Attibo!” [rispondimi dunque, Megliogatto. Sei convinto della bontà delle tue azioni?! Io ti dico che, invece, sono deplorevoli! Sei un felino riprovevole]
Megliogatto mi ha guardato cercando soccorso, ed io ho provato a spiegare che no, non lo fanno apposta, è che scivolano. Ha continuato a guardarli torva, mani dietro la schiena, non convinta.

E ogni tanto colpisce con la “sindrome Foley” anche le povere bambole e i peluche, di solito impegnati in lunghe sessioni di “fa’ la pappa co’ balalino” [adesso vi nutro, ma voi mettete tutti l’apposito bavaglino, su, da bravi” “ha fatto cacca, palalino” [orsù, oh mia mammassistente, accorri a cambiare il pannolino a questa schiera di giocattoli, hanno tutti un’evidente dissenteria] “fa la nanna, ninnanannamamma, oh oh oh” [adesso vi addormento cantandomi la mia lullaby hit preferita e consolando i più piccoli con pacche sul sedere] “beja, pimpi” [sveglia, su, c’è mica tempo da perdere] “fa’ la pappa co’ balalino” [e via così, in loop].

Si ferma, fa lo sguardo torvo, incrocia le mani dietro la schiena, impettita, e li passa in rassegna, cazziando quelli che non hanno la divisa in ordine al grido di “e allola, pimpo?” [ebbene, fantolino? Cos’hai da dire a tua discolpa?]

Chissà se, il giorno del giuramento, anche le bambole andranno a ringraziare Mustela, come Mayo con Foley.

Mayo and Foley

E allola, Pimpo?

*al momento i nostri gatti si chiamano Tutù entrambi, a significare rapporto “one to one”, da persona a persona. Quando li tratta come felini e basta, sono “gatto” o “miao”.

vengo con questa mia addirvi due… o forse tre… parole

2 Mar

Vicino l’asilo di Mustela Pandala abita un’arrogante.

Una signora, cioè, che ritiene di poter parcheggiare la sua auto dovunque le punga vaghezza di farlo, nonostante (o anzi…  specialmente!) si tratti di posti preclusi ai più:

  • davanti alla porta dell’asilo (no, non “nelle strisce davanti…” proprio davanti la porta. Sul marciapiede. A 30 cm dalla maniglia)
  • sul marciapiede (no, non “parcheggiata a spina di fronte al marciapiede, con le ruote un po’ sopra…” proprio sul marciapiede. Tutte e quattro le gomme)
  • nello spazio riservato al carico / scarico merci del locale supermercato che, quindi, carica/scarica in mezzo alla strada (questo è quando le va di parcheggiare per bene)

Noi mamme passegginate dobbiamo far lo slalom, mettere il passeggino su due ruote (col sacro virgulto che ride a più non posso), oppure, il più delle volte, rinunciare al marciapiede e passare in mezzo ai cassonetti o per strada (e per fortuna non è molto trafficata).

Hai voglia a chiamare i vigili.

Hai voglia a sollevarle i tergicristallo in segno di sdegno.

Niente.

Oggi le ho lasciato tre post-it sul parabrezza (numerati da 1 a 3 perchè sarebbe capace di mischiarne l’ordine, ‘sto genio).

In stampatello (forse il corsivo non lo legge).

Buongiorno […perchè sono educata, io]

Quasi ogni giorno trovo la sua auto parcheggiata in modo

che mette in difficoltà, quando non a rischio,

le mamme e i bambini piccoli.

Temo che ormai, vista la sua età, sia tardi,

ma spero che la vita le insegni a guardare al di là del suo naso.

E spero anche che questa lezione sia dolce,

e non proporzionata agli accidenti che, quasi ogni giorno, mamme e bambini piccoli le inviano.

dare a MustelaPandala quel che è di Mustela Pandala

11 Mag

…dopo un ciclo di antibiotico, 5 giorni senza febbre (incluso un lunedì "cuscinetto" ma no, mandiamola a scuola da martedì)  ieri MustelaPandala è tornata a scuola.

Non commenterò in questo momento il fatto che mezz’ora fa mi abbiano chiamato dicendo che ha trentasettettrè (olè)

la cosa che conta è che ieri Mustela, commossasi leggendo il mio post sui suoi diciottomesi, è tornata a casa portandomi un delizioso

LAVORETTO.

L’interno è chiaramente fatto a mano dalle maestre, mentre fuori riconosco il suo stile caciarallegra.

core de mamma.

la maniglia con la pasta colorata è favolosa. La vorrei davvero.

Ora, questo non sposta di molto le mie posizioni su motorino / macchinetta, tuttavia mi sembra giusto farle onore.

fatti delle domande

6 Mag

Cara MustelaPandala

oggi compi un anno e mezzo.

Lascia che io ripercorra alcune pietre miliari di questo nostro percorso mamma e figlia.

e ripercorriamo