Tag Archives: momenti di vita

tu non lo sai dire…

23 Mag

ieri pomeriggio ero in un negozio specializzato in articoli di pulizia e cartaria (…farei prima a scrivere il nome, vero?), stavo pagando alla cassa.

Improvvisamente, sento dietro di me il respiro di Darth Vader.

Mi giro con fare circospetto, e vedo che il suono proviene da una signora anzianotta, bassa e tracagnotta, in compagnia di un’amica sua pari, che, evidentemente, ha preso la questione “acquisto prodotti di pulizia” con un po’ d’affanno.

Mentre pago e metto via i miei acquisti, ho quindi l’occasione di assistere ad un meraviglioso siparietto, di cui non potete fare a meno.

Signora 1: [alla cassiera, mettendole davanti un pacco di pannocarta da spolvero] [con accento dell’ex Unione Sovietica] “questo è di Ada”

io: [non diciamo eresie, per cortesia, Ada faceva pulire agli elfi domestici, figurati se si comprava gli stracci da spolvero]

Cassiera: [sinceramente colpita dalla notizia] Ah.

Darth Vader Ada: eh, sì, è mio, me l’ha regalato lei

Cassiera: [commossa da cotanta generosità] Ah, bene

Signora 1: perché lei non conosceva, allora io ho comprato bastone, e tutto

Darth Vader Ada: sì, sì, è comodo! [sinceramente terrorizzata da Signora 1, sia mai decida di comprarle tutta la linea]

Cassiera: [incoraggiante] Sì, infatti, è comodo…

Darth Vader Ada: Sviffe… Sssssuiffe… Ssss…

Cassiera: [misericordiosa] Basta che me dici “‘i stracci pe’ spolvera’”,  te ‘i prendo

Signora 1: [punta sul vivo] ma che pe’ spolverare… questo è per terra!

Darth Vader Ada: [terrorizzata dal contraddire l’amica] eh, sì, per terra, per terra! E’ comodo! Sssssuiiife… Sssvvvif… sssss

Signora 1: [tono di rimbrotto usato da Biancaneve con i nanetti] Ma che Suife… tu non lo sai dire, che devo fa’ io? Lo dico io: SNIF. Si dice Snif, tu non lo sai dire. Ti dico io: SSSSSGNIIIIF. SNIF.

Darth Vader Ada: [comprendendo, alfine] Snif.

Snif.

Adesso vi sfido a chiamarli in un altro modo, inettone debosciate.

Io, per me, farei cambiare anche il nome sulla scatola

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glicemia alle stelle

6 Mar

6.30, tempo di colazione.

Come al solito, lei si mette a sedere sul piano della cucina, sopra la lavastoviglie.

Pur essendosi svegliata da sola, è ancora un po’ assonnata, e si appoggia a me mentre beve il latte.

Io nel frattempo vuoto la lavastoviglie e chiacchiero con lei.

Poi mi guarda e dice

MP: Mamma, io ‘ire una cosa… [mamma, avrei piacere di conferire con te un momento…]

Io: Dimmi, amore.

Mi fa il gesto di abbassarmi, me la deve dire all’orecchio

Mi abbasso

MP: io bojo bene bene bene [ti voglio davvero molto bene]

 

Ora, a parte che lì per lì m’è schizzata la glicemia a 1000.

Ma adesso voi potrete pensare che io stamattina sia uscita per delle interviste ed ora sia qui, in ufficio, a lavorare.

 

Non è vero. Io sono ancora lì, in cucina, davanti alla lavastoviglie.

 

vengo con questa mia addirvi due… o forse tre… parole

2 Mar

Vicino l’asilo di Mustela Pandala abita un’arrogante.

Una signora, cioè, che ritiene di poter parcheggiare la sua auto dovunque le punga vaghezza di farlo, nonostante (o anzi…  specialmente!) si tratti di posti preclusi ai più:

  • davanti alla porta dell’asilo (no, non “nelle strisce davanti…” proprio davanti la porta. Sul marciapiede. A 30 cm dalla maniglia)
  • sul marciapiede (no, non “parcheggiata a spina di fronte al marciapiede, con le ruote un po’ sopra…” proprio sul marciapiede. Tutte e quattro le gomme)
  • nello spazio riservato al carico / scarico merci del locale supermercato che, quindi, carica/scarica in mezzo alla strada (questo è quando le va di parcheggiare per bene)

Noi mamme passegginate dobbiamo far lo slalom, mettere il passeggino su due ruote (col sacro virgulto che ride a più non posso), oppure, il più delle volte, rinunciare al marciapiede e passare in mezzo ai cassonetti o per strada (e per fortuna non è molto trafficata).

Hai voglia a chiamare i vigili.

Hai voglia a sollevarle i tergicristallo in segno di sdegno.

Niente.

Oggi le ho lasciato tre post-it sul parabrezza (numerati da 1 a 3 perchè sarebbe capace di mischiarne l’ordine, ‘sto genio).

In stampatello (forse il corsivo non lo legge).

Buongiorno […perchè sono educata, io]

Quasi ogni giorno trovo la sua auto parcheggiata in modo

che mette in difficoltà, quando non a rischio,

le mamme e i bambini piccoli.

Temo che ormai, vista la sua età, sia tardi,

ma spero che la vita le insegni a guardare al di là del suo naso.

E spero anche che questa lezione sia dolce,

e non proporzionata agli accidenti che, quasi ogni giorno, mamme e bambini piccoli le inviano.

#Freerossellaurru

29 Feb

Non so perchè non se ne parli.
Non so perchè di Simona Pari e Simona Torretta si parlò estensivamente, e di Rossella Urru, sui media, quasi mai.

Non so se c’entri il contesto diverso.

Non so se c’entri quella cultura del “già stiamo in crisi ci mettiamo pure a tirar fuori i soldi per questa / c’è voluta andare lei / in fondo era una donna se ne poteva stare a casa”

Non so se c’entri il fatto che, come taluni dicono, serve il silenzio per operare al meglio verso la risoluzione del caso…

Vero è che di giorni silenziosi ne sono passati tanti, e di Rossella non c’è traccia.

E sento l’angoscia di chi le vuol bene.

Anche solo per fare arrivare loro un grandissimo abbraccio, val la pena di partecipare a queste iniziative

Bilanci e non bilance

20 Gen

Bilanci:

  • fare la parrucchiera: fatto (…conteranno, no, i tagli di capelli a marito e figlia… no?)

  •  fare la cantante: fatto (ho pure fatto una tournée. Ammazza, aò)

  •  fare la veterinaria: più o meno fatto (ho fatto assistenza alle operazioni dei miei animali e curo un gattociccione e un gattomagro)

  •  scrivere: fatto (…ancorchè mai pubblicata, ma sono donna del XXI secolo io, go digital… eh?)

  • leggere tanto: fatto

  •  iscrivermi allo Star Trek Italian Club: fatto

  • organizzare eventi nei cinema vestita da scema: fatto

  • insegnare (ripetizioni di italiano… valgono?): fatto

  • insegnare quel che mai avrei pensato di insegnare: fatto (corsi prematrimoniali)

  •  insegnare in una scuola tipo quella di Harry Potter: fatto

  • inventare le avventure di un nuovo equipaggio per l’Enterprise: fatto

  • fare una figlia e chiamarla come la capitana di quell’equipaggio: fatto

  •  fare il lavoro per il quale si è studiato, che soddisfa la propria natura curiosona e aspirante tuttologa: fatto
  • trovare un uomo bello, simpatico, intelligente, con passioni simili alle mie, che fosse prima un amico e poi un compagno:fatto

  • avere amiche vere, sincere e profonde, e trovarle anche dove meno te lo aspetti: fatto.

Penso che il bilancio di questi primi trentotto anni sia positivo.

Bilance:

  • Da aprile 2011 ho perso un po’ di kg. Tipo una decina, a volte più, a volte meno. Ora sono un po’ in pausa col percorso, e secondo me sono molti meno 😉
  • La cosa positiva principale è che ieri che ero a Milano e faceva un freddo becco, mi sono potuta mettere i collant sotto i pantaloni, e devo dire che sono stati una benedizioni (life is about priorities!)
  • In tutto ciò, stamattina per festeggiare ho chiesto al bar un maritozzo con la crema. E la barista “ma certo che si può fare, bisogna accontentare il bambino… bambino o bambina?”

 

era da prima che rimanessi incinta davvero che nessuno mi scambiava più per una donna gravida. Se non mi offrono in cambio un posto su un autobus affollato, la cosa NON mi piace.

Forse è il caso di riprendere il percorso…

o di piantarla di mettersi la giacca a vento bonprix modello “pompiere del Milan” di due taglie più grande.

 

 

perchè a mandare cioccolatini sono capaci tutti…

16 Dic

mi arriva un'email da un parcheggio aeroportuale di cui mi sono servita quest'estate.
C'è un bannerino col classico paesaggio innevato, la scritta Buon Natale, e… basta?

Ma no, che non basta.

Siccome a farti gli auguri con le frasi fatte sono buoni tutti, come pure a mandarti cioccolatini, loro si son voluti differenziare.

M'han regalato la botta di cultura:

Contrary to popular belief, Lorem Ipsum is not simply random
text. It has roots in a piece of classical Latin literature from 45 BC,
making it over 2000 years old.

Richard McClintock, a Latin professor at Hampden-Sydney
College in Virginia, looked up one of the more obscure Latin words,
consectetur, from a Lorem Ipsum passage, and going through the cites of
the word in classical literature, discovered the undoubtable source.
Lorem Ipsum comes from sections 1.10.32 and 1.10.33 of "de Finibus
Bonorum et Malorum" (The Extremes of Good and Evil) by Cicero, written
in 45 BC. This book is a treatise on the theory of ethics, very popular
during the Renaissance.

The first line of Lorem Ipsum, "Lorem ipsum dolor sit amet..", comes from a line in section 1.10.32.

No, no, maligni, non è un refuso. E' proprio un regalo.

…non si finisce mai di imparare…

11 Dic

Ada è oltre.
Ada è la fonte di ispirazione di tutti i cuochi degni di questo nome.

Ada si pone dunque come giusto Lume Protettore per qualsiasi aspirante grande chef.

Eccaaallà.

albericoada

Il nostro eroe che trae ispirazione dal Libro (come, quale libro… il LIBRO, il Talismano della Felicità del 1935 circa con cui vi delizio).

Qui stava imparando il Decalogo della Sugna.

Grazie davvero a Giovanna per la bellissima giornata, a tutti i partecipanti simpaticissimi e naturalmente grazie ad Alberico. che s'è pure spupazzato Mustela.

vent’anni fa, eppure oggi.

24 Nov
20 anni fa…
Ero liceale… qualche giorno prima un mio amico mi aveva detto “ma lo sai che Freddie Mercury ha l’AIDS?”
Ne fui – ovviamente – tristissima (peraltro eravamo tutti molto addentro al tema perché la sorellina di una mia carissima amica era sieropositiva) ma commentai “non me ne stupisco, purtroppo”
Era stato così sessualmente “flamboyant” e libero, in un’epoca in cui le precauzioni si pensava servissero solo a non rimanere incinte… era possibile che succedesse.
Poi morì. Piansi come se mi fosse morto un parente. Avevo 17 anni e da più di metà della mia vita (grazie a mio fratello) ascoltavo i Queen, tanto da distruggere fisicamente una musicassetta (Live Killers) per il troppo uso.
Litigai ferocemente con un compagno che ci prendeva in giro “eeh, ma mica è morto Mozart, era solo uno che suonava un po’ bene la chitarra” che insomma, se manco sai chi diamine sia Freddie Mercury, almeno abbi il buon gusto di tacere.
Poi tornai a casa, aprii il mio armadio, nella cui anta c’era un grande calendario a parete di Lupo Alberto (…non avevo pareti libere).
Scrissi
"oggi è morto Freddie Mercury. Esattamente un mese fa è morto Gene Roddenberry…
 mi sento come una palma a cui abbiano tolto l'isola da sotto le radici".
 
Magari non è poesia da Nobel, ma esprimeva perfettamente come mi sentissi.

Mi sento ancora un po' così.

Non penso siano morti i Queen, con lui, ma di sicuro un po' di musica è morta.
 

gande

7 Nov

Ti svegli, e mi chiami.
"miamaaaammmaaaaaaa [no, non una mamma qualsiasi: proprio la mia, voglio] veniiiiiiiiii"

io arrivo, canticchiando allegra "tanti auguri a te" e tu, subito, dietro, perché sei canterina di tuo e perché cominci a capire che questa volta la festeggiata sei tu.

mi chiedi di mettere le scarpe, anzi, "acqui" (perché se cacca è diventato acqua, allora forse anche cacca di scarpa in realtà si dice acqua, plurale acqui) andiamo di là a preparare il latte, e ti mostro due pacchi sul tavolo, incartati e belli pronti per te.

Andiamo da papà, pensi siano per lui, glieli dai… poi chiarito l'equivoco, me li fai scartare.

Fantasia l'hai abbastanza ignorato, se non per la presenza di Topolino (anche detto "Minni" o "l'attra Minni") in copertina (nel pomeriggio però hai recuperato, ti piace!)

La gioia pura, invece, l'ho vista nei tuoi occhi quando hai scartato quello che desideravi da tempo, ma non sapevi chiedere…

un camion della nettezza urbana, ribaltabile, con tanto di omino con la pala, cassonetto da tirare su, e 5 blocchi di "immondizia" di diverso colore.

Tutuuuu! [camion dell'Amaaaaa!]

La mia bambina adorata, che impazzisce per le scarpe e i camion dell'immondizia.

La mia bambina di cui la prima cosa che vidi, due anni fa, furono i piedi che sgambettavano fuori dall'asciugamano mentre l'ostetrica mi diceva "signoraaaaa… guardi quiiiii…." come se fosse una sorpresa, e non sapessi di stare partorendo (oddio, non ero molto presente a me stessa, tuttavia…)

che poi me l'han messa sulla spalla ed era uguale a un sogno che avevo fatto quattro anni prima e che mi aveva fatto piangere per quattro anni.

La mia bambina simpatica.

La mia bambina che parla il minimo.

Che se le chiedi "ma quanti anni hai", invece di star lì a far conti, sommare i mesi, i giorni… dice "gande".

Sei grande, tesoro.

Ma finché abiti in questa casa fai come dico io

anniversari, feste, socialità

19 Giu

oggi è il nostro anniversario.
sono 7 anni di Matrimonio per me e Maritemu, e un anno di Battesimo per Mustela Pandala.

auguri, famiglia.

Ieri siamo andati alla prima festa "di amichetta" cui MustelaPandala sia stata invitata: molto molto carino!

La mamma della festeggiata aveva organizzato tutto nel giardino dell’asilo (oddio, no, in realtà è quello della scuola elementare annessa, ma insomma… LA’) e c’erano maschere per i bambini, bicchieri per i bambini (cioè, quelli per i bambini che sanno bere dalla cannuccia e non pensano che sia un simpatico stuzzicadenti gigante…) e cibo adatto all’età.

Mustela s’è mangiata una pizzetta alle zucchine staccando tutte le zucchine mangiandole da sole, felicissima, come se fossero la cosa più buona del mondo…

poi ha chiesto l’acqua a una mamma sconosciuta, e s’è fatta la doccia.

Provvidamente un’altra mamma abitava lì a un dipresso e mi ha prestato una maglia.

Ci siamo divertiti, Mustela era con i suoi amichetti, noi abbiamo socializzato e addirittura con piacere.

ciò è preoccupante!!