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demotivational recipe

4 Gen

Aduccia s’impegnava assai. Ci provava, con tutto il cuore, a insegnare a debosciate sprovvedute, prive del benché minimo forno a mattoni, l’arte della cucina.
Ma poi, ogni tanto, la pazienza scappava pure a lei, e che diamine.
Questa ricetta dimostra chiaramente il suo oscillare tra filantropia e scoraggiamento.

Maionese Economica di Tonno e di Salmone

Volendo preparare una buona maionese [con “maionese” Aduccia intende qualsiasi ricetta accompagnata da maionese.] più economica e più sbrigativa [di una alla pagina precedente, che pure dura 10 righe ed è a base di pollo avanzato. E se non vi sta bene nemmeno questa…] potrete servirvi di due cose: o del tonno sott’olio, o del salmone in scatola. [ce l’hanno pure al discount. Scegliete quello che vi pare, e non mi tediate] Con due ettogrammi o due ettogrammi e mezzo di pancetta di tonno [e non di maiale. Quella è un’altra ricetta]  che, come sapete [seh, come no. Guarda che sguardo vitreo] è la parte più delicata – vi toglierete rapidamente d’impaccio, come pure otterrete un soddisfacente risultato comperando una scatola di salmone in conserva. [tanto ho capito, non c’avete voglia, non avete estro, non vi va di fare niente… almeno la spesa la farete, sì?!] 

Si apre la scatola [pure questo vi devo spiegare, inettone], si rovescia il contenuto in un piatto [no, non potete servirlo in una scatoletta] e si dispone con garbo [ma figurati se sapete farlo] sugli ortaggi della maionese.

Non c’è da fare altro, ché il salmone è già preparato. [pigrone imbranate. Tutto io, devo fare. Odiose inette disattente. Che perdo tempo a fare, con voi]

Povera, povera Ada.

Zombie Revolution

26 Set

Si avvicina il week end.

Penserete: ora ci dà una ricettina per tenerci leggeri in visione del gozzovigliare festivo?

No, macchè. Aduccia approfitta del tempo libero che avrete per darvi una ricettina un filo, ma giusto un filo, laboriosa.

Però il risultato, eh, il risultato… fa parlare i morti.

E non solo.

Vitello Uso Salmone

Per avere un risultato apprezzabile conviene lavorare un po’ in grande [oddio. “Un po’ in grrande” detto dalla donna che avrebbe voluto un forno di mattoni in ogni casa. Tremo già] e provvedersi di una bella noce di vitello del peso di circa un chilogrammo e mezzo [all’anima della noce] poichè se eseguita in troppe piccole quantità la preparazione risulta meno bene [vah, oh debosciate purciare, vi ho anche dato la scusa per i vostri insuccessi culinari. Sono le quantità, mica voi.]

In possesso dunque del vitello [vivo. Potete tranquillamente ospitarlo in salone, in attesa di sgozzarlo] procedete come se doveste fare una lingua allo scarlatto

[ecchele là. L0 sguardo di quando la prof di matematica annuncia il compito in classe a sorpresa. Ma su, su, ché sono magnanima]

fategli assorbire cioè, per sfregamento, un buon pugno di sale fino e una buona cucchiaiata di salnitro [ma come, “dove lo prendo il salnitro”… DAI MURI, ovvio, cretinette dalle case umide!].

Mettete ora sul fuoco un recipiente con due terzi d’aceto e un terzo d’acqua, una grossa cipolla in fette, una foglia di lauro, qualche bacca di ginepro [come sarebbe, che non tenete in casa le bacche! Uscite nel bosco dietro casa e prendetele. Ma attente al lupo.], qualche chiodino di garofano, un pezzo di sedano, e qualche granello di pepe infranto.

Lasciate bollire per qualche minuto e aspettate poi che la marinata [vedete? Voi la chiamavate broda puzzolente. Io la chiamo marinata. Eccola, la classe] si freddi

Dovrete regolarvi, circa la quantità di aceto e dell’acqua, di ottenere una quantità di bagno tale da potervi sommergere completamente la carne [via, liberate la vasca. Tanto non fate un bagno di schiuma da secoli, è inutile che vi raccontate bugie]

Mettete il vitello preparato col sale e salnitro [ripeto, prima che ci mettiate delle fettine a caso. Non vi conoscessi] in una terrina in cui vada quasi giusto [la vasca da bagno di cui sopra] ricopritelo con la marinata fredda e gli aromi e lasciate stare così per

cinque giorni

avendo cura di voltare ogni giorno il pezzo di carne [ma non con la luna piena. Per l’amor di Dio, non con la luna piena. Non chiedete perchè. Fidatevi]

Trascorsi cinque giorni [il pezzo di carne verrà a tirarvi i piedi nel letto, muggendo “dov’è la mia muuuuuuammaaa? Io faaame, io mangia teee…”] mettete una pentola metà aceto e metà acqua [ostentando indifferenza nei confronti del zombivitello che si aggira per casa vostra cercando del fieno] e quando il liquido bollirà aggiungete il vitello [mi raccomando, coglietelo di sorpresa e non fatevi mordere! se colpite la testa, siete salve] scolato dalla marinata [togli l’aceto, metti l’aceto: è un esercizio zen] e lasciatelo bollire fino a cottura, badando di non farlo scuocere [del resto, è in decomposizione da una settimana, volete anche scuocerlo? Non lo so…] ma di tenerlo anzi scarso di cottura.

Dopo averlo tolto dal bagno [e finalmente i vostri familiari potranno lavarsi nuovamente] lasciatelo freddare e poi tagliatelo in fettine sottilissime.

Prendete un piatto ovale di porcellana [mentecatte impreparate che mi volevate propinare quello tondo in ceramica. Tsk] piuttosto profondo, e in esso disponete le fettine di vitello, riavvicinandole l’una all’altra, in modo da ricomporre il pezzo di carne [capace che ricomincia a muoversi e a muggire. Occhio.]

Sul vitello mettete una guarnizione di sardine in olio [vitello zombie al sentor d’aceto e sardine. Mmmm] poca cipolla tritata, abbondante prezzemolo, anche tritato [ma sì! fai vedere che abbondiamo] e capperi [no, non è un’esclamazione] 

Innaffiate il tutto con dell’olio [innaffiate. Forza, con quegli idranti] e tornate, ad intervalli, a innaffiare con altro olio affinchè il vitello possa bene impregnarsene  [è una nota tecnica contro gli zombie. Prendete nota.]

Tenete la carne in un luogo fresco ed essa si manterrà per più giorni [ma sì. Del resto l’ho comprata di un giorno, l’ho tenuta in aceto e broda per altri cinque giorni, cotta in altra broda… alle brutte, facciamo amicizia, io e Zombitello, il vitello zombie]

Caratteristica di questa pietanza è il color rosa salmone che la carne deve assumere [eh io non te lo vorrei dire, ma secondo me è più verde, che rosa]

Si può servire semplice, o anche con salsa maionese.

Nella speranza che Zombitello ci scivoli sopra, e non vi acchiappi.