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Torta quattro quarti

23 Gen

(no, non ero morta)
Oggi ho portato in ufficio una torta per festeggiare il mio compleanno, che è stato qualche giorno fa ma si festeggia a lungo, tipo genetliaco dei regnanti.

Ho fatto una torta quattro quarti che è piaciuta tantissimo, al punto da chiedermi la ricetta…

ed eccola qui, un po’ come l’avrebbe scritta Aduccia. Scusa Ada se ti rubo lo stile. Scusa. Metti giù quella cucchiara.

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A grande richiesta, la ricetta della Quattro Quarti:

(dose per 8 persone)

 

Preriscaldare il forno a 190° – non ventilato

Pesare 4 uova (col guscio, ovvio) (le avevate rotte, vero?) (ecco, mo’ ve ce voglio, a separa’ tuorli e albumi. Avventati precipitosi).
Segnarsi il peso su un foglietto, ché ve conosco a voi, basta che vi chiamano un attimo ed è la fine, puf, basta, la memoria del pesce rosso.

Pesare ora lo stesso peso delle uova in farina, lo stesso peso delle uova in zucchero, lo stesso peso delle uova in burro.

(quanto pesavano le uova? ‘mbè. Volevo vedere se eravate attenti)

(sì, vi siete mangiati 500 grammi di burro, stamattina. Ma diviso 20 fette fa poco poco. Praticamente, una  ricetta light)

montare a neve fermissima gli albumi, aggiungendo un pizzico di sale e qualche goccia di limone per facilitare l’operazione. “A neve fermissima” significa che, rovesciando la ciotola, gli albumi non devono cadere.

rovesciare la ciotola. Esclamare qualche nome di Santo e Beato a caso quando gli albumi si spatasciano a terra. Riprovare con altri 4 albumi. E via così.

mettere da parte gli albumi finalmente montati (yeah), e nel mixer procedete a montare lo zucchero col burro fuso, poi aggiungere i tuorli, montare un altro po’, infine la farina, montando ancora. Infine, aggiungere gli albumi montati a neve,  con molta delicatezza acciocché (acciocché) non abbiano a smontarsi (se no è tipo un esercizio zen, monta la neve smonta la neve)

a questo punto dividere l’impasto in due ciotole (sì, siamo a quota tre ciotole. Problemi? C’è la lobby delle ciotole, signoramia)
In una delle due aggiungere due cucchiai di cacao, o, se siete cialtroni improvvisati come me, aggiungete due cucchiai di ciobar fondente. Non se ne accorgerà nessuno. Ops, l’ho appena rivelato. Ora dovrò uccidervi.

prendete la tortiera (io uso stampi in silicone, se invece fate gli hipster con la tortiera in metallo ve tocca imburra’ e infarina’. Vedete voi)  e mettete:
nella parte sinistra, metà dell’impasto bianco, e nella parte destra, metà dell’impasto nero (sì, lo so che se ruoti la tortiera sono invertiti, spiritoselli. Era per dire). Ora fate un secondo strato alternato, ovvero, sopra l’impasto bianco mettete quello nero, e sopra quello nero va il bianco (Ebony and Ivory, live together in perfect harmony, side by side in my tortiera rotonda, Oh Lord, why don’t we?)

mettere in forno dieci minuti a 190°, e circa 20 a 160°, ma sorvegliatela a vista, perché tende a diventare carbone in pochissimo, la villanzona.

buon appetito!

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dabogirl risponde /2

17 Apr

ricevo e pubblico da un cortese utente di motori di ricerca (più probabilmente una cortese utente)

come fare una torta per promessa di matrimonio e di che colore?

allora, gentile utente. Innanzitutto, grazie, ma grazie eh, per avermi fatto ripiombare di botto all’epoca in cui bazzicavo il forum “matrimonio” di Alfemminile.

No, ma grazie. Davvero.

Com’è che si chiamava quella fissata co’ sta storia della “promessa”, che ci fece una festa che manco al matrimonio?
una era Claudia, quella che si fece filmare da Canale 5… l’altra non ho manco cuore di nominarla.

Comunque, torniamo alla tua gentile domanda.

Ti rispondo con un’altra domanda.

CHE DIAMINE E’ una “promessa” di Matrimonio?

Quando lui, con musica di violini in crescendo, s’inginocchia, tira fuori il brillocco, e chiede, con l’occhio umido e la voce tremula “Pippirimerla.. vuoi sp.. sposarmi?”

(o anche, quando siete nel reparto lampadari di un grande magazzino tedesco, e ti dice all’orecchio “io voglio sposarti, molto molto”)

Beh, sì, capisco la gioia, ma mettersi a fare una torta, lì per lì?
Una torta colorata?

Oppure, quando uno ti dice “no, ma tranquilla, eh, tranquilla, ti sposo, eh. Tranquilla” e poi va un attimo a comprare le sigarette e non torna?
…beh, secondo me lì sì, c’è da festeggiare.
Direi torta multicolor, con miriade di confettini.

L’hai scampata bella.

Ma…

ma…

non mi dirai che sei una di quelle persone che pensano che si chiami “promessa” la richiesta di pubblicazioni che si fa al Comune prima di sposarsi, quella che basta una marca da bollo, volendo anche uno solo dei due nubendi (con la delega dell’altro), in cui ti chiedono

  • ti chiami pincopanco pancopinco, nato a roma il 25 12 78?
  • sei per caso già sposato?

E BASTA?

quello che  non cambia stato civile, e non richiede testimoni e, soprattutto, non ti impegna al matrimonio (al limite, puoi usarlo per certificare *da quanto* siete fidanzati per chiedere dei risarcimenti, ma si fa anche senza)?!

E bisogna far la torta?!

Fischia, e per la carta d’identità che fai, un megaparty nel villone con piscina?